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NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO. |
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Chi
Sono
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Nome: Munky
Residenza: Alghero
Lavoro: Quasi Infermiere
Contatti: Mail
Msn: munky@tiscali.it
Fissazioni: Sable
Hobby: Bere |
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I
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Fai un'opera pia, aggiungimi ai preferiti

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Ieri parlavo con una mia cara amica, in chat, una ragazza che ho quasi visto crescere (ho 22 anni cazzo, sono un vecchio) e la conosco da quando ne aveva mmhh mi pare 13. E ieri mi ha detto che ne compiva 17 quest'anno. L'età della crescita, dello sviluppo. Com'era Chià? CBCR:) A parte gli scherz-ONI, sta cosa mi ha fatto diventare nostalgico. Ok, ci si è messa anche una canzone dei Matrioska, Che Velocità, che parla proprio di scuola:
"Dimmi cosa c'è da fare per domani un'interrogazione un altro compito dai dettami questa versione e non mi dire che sei ancora sotto per quella bambina lascia stare ne parliamo domattina"
... Il che mi ha fatto tornare in mente tante cose. Cioè a me sembra ieri che mi svegliavo alle 8 per andare a scuola, che avevo 18 anni e che scleravo perchè andavo male a scuola, che ero fidanzato con la figlia del preside, che bevevo (ma mi sa che da qua non è cambiato molto) anche se molto meno di ora. Ed invece sono passati 3 anni da quando mi sono diplomato. No, quella scuola non mi manca, perchè l'ho sempre odiata. Mi mancano però le mattinate passate con Shen a cazzeggio, a disegnare o a fare qualcosa che esulasse dalla lezione, mi mancano gli swiswemi (nuove invenzioni greche:D) e le stronzate, le dormite in corridoio e cose così. Ma quella scuola non mi manca per nulla. Non a caso il diploma l'ho ritirato questa estate, tutto perchè me l'han richiesto per il Corso, sennò l'avrei lasciato dove stava... Il mio 62, una cosa di cui vado fiero (anche se un 69 sarebbe stato più adatto a me), di cui non mi sono mai pentito, e che non ho mai chiesto o elemosinato.Una delle poche cose di cui posso andare orgoglioso: non ho fatto un cazzo per 6 anni e mi sono guadagnato un 62; non come quegli stronzi che studiano (loro sì!) per 5 anni, non si divertono, non escono per arrivare al diploma e prendere un 95. Chi se ne frega in fondo di uno squallido voto. Più che altro è che mi manca avere 18 anni. Quando le cose erano solo leggermente più semplici, perchè non c'era il lavoro (non c'è manco ora, ma allora non ci pensavo), quando c'era sempre qualcosa da fare, tipo suonare, cantare e cazzeggiare. Ora di anni ne ho 22, e mi sento ancora come se ne avessi 18, non a caso me la prendo sempre in culo per le stesse storie. Non credo di essere cambiato molto, in fondo: prima me ne stavo un pò male perchè andavo male a scuola ed i miei rompevano le palle, ora i miei rompono le palle e non ho un lavoro. Prima me ne stavo male per le tipe, ed ora è la stessa cosa. Prima... Prima prima...
Vabbè ho capito Chià: un giorno ci metteremo assime:P
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E' sera ora; ho ancora in loop nello stereo Zeta Reticoli, è una canzone che riflette il mio animo. Mi sento giù stasera e so anche il perchè.
Oggi sono uscito attorno alle 5 e mezza perchè stare ancora a casa non mi andava più, stavo sclerando; mentre scendevo in centro in macchina, ho incontrato la mia ex che aspettava la mamma. Mi ha dato una notizia che già sapevo ma che mi ha fatto stare ancora più a terra.
Così, sono sceso ad alghero, da solo, sono andato in un bar e mi son fatto due birre e poi mi son fatto un giretto a piedi. Cosa curiosa: ho incontrato la ragazza di ieri, da sola, che mi saluta, mi ferma e mi invita a bere qualcosa. Io accetto. Iniziamo a parlare come ieri, è piacevole starla a sentire; attorno alle 7 le dico se vuole andare a farsi un giro assieme a me in macchina; continuiamo a parlare, io guido poi mi fermo in un posto che mi piace, vicino al mare; non per altro, è che ero entrato in riserva. No, non avevo secondi fini.
Ad un certo punto non ho capito bene il perchè ci baciamo. Sinceramente non so chi ha iniziato per primo, ma la cosa non è che mi dispiaccia. Penso alla mia ex ed a quello che mi ha detto. Mi lascio andare.
Lo facciamo.
Alle 9 e mezza torno a casa, sono un pò frastornato, un pò triste, un pò incazzato. Non capisco come mi sento, mi fa male la testa e le ossa, e sento una vocina che mi dice che sto collezionando una minchiata dietro l'altra, uno sbaglio appresso all'altro, una sequela di stronzate interminabile.
Rimetto Zeta Reticoli e tento di rilassarmi, cerco di far sparire questa oscurità che mi sento dentro.
Non credo di esserci riuscito.
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E' l'una. Mi sono svegliato da circa un'ora con il mio bel mattone in testa fatto di alcool e sigarette di ieri notte.
Mi sono divertito ieri, è stato bello tornare dai miei amici e vedere che erano sempre loro; ed io ero sempre lo stesso. Ad un certo punto della nottataeravamo in un locale chiamato Miquas del Mirall (o forse era il King, sinceramente non ricordo) ed io ero abbastanza flashato dalle numerose birre in corpo e da quei 4 long island che c'eravamo bevuti e mi stavo sballando di caldo, sudore, buio e di gente che si muoveva e ballava... Non era roba che faceva al caso mio, mi stavo quasi per sentir male.
Decido di uscire da qual postaccio, sudatissimo, con un mal di testa da sbronza, completamente acceso, per fumarmi una sigaretta e rinfrescarmi un pò le idee; mi siedo su un gradino, accendo e penso un pò ai cazzacci miei. Ad un certo punto la vedo: una ragazza mora, alta più o meno come me fisico da favola con gli occhiali, anche lei che esce dal locale ed anche lei non sembra particolarmente lucida. Mi si avvicina, mi chiede una sigaretta io gliela dò.
Poi succede una cosa stranissima
Iniziamo a parlare. Il che in effetti non è poi così tanto strano, solo che a me una cosa del genere non è mai successa; e così parliamo, parliamo e parliamo. Ritorniamo dentro ed iniziamo a ballare sulle note di quella musica tanto squallida che solo a ripensarci mi viene il voltastomaco. Mi guardo intorno i miei amici non ci sono più e vabbè.Ridendo e scherzando mi pare si fanno le 2 lei mi dice che deve andare non so dove, io le dico ok. Poi mi fa: "senti ma perchè non ci sentiamo in questi giorni?" ed io "ma certo" "ti lascio il mio numero" e così fa.
Incredibol.
Così alla fine due bacetti sulla guancia e la saluto. Mi incammino verso la macchina e re-incontro i miei amici: "beh la notte è ancora giovane, mi dico" ed abbiam fatto le 7 del mattino.
Una delle cose che ricorderò per un bel pezzo con piacere, oltre il piacevole divissement con questa ragazza (Roberta per intenderci) è stato stare con mio cugino in una specie di piazzale dove ci sono 2 rampe per far skate a cazzeggiare (prima) ed a parlare (poi)... PArlare parlare e parlare. Sembra strano ma tutta questa confidenza con lui non ce l'ho mai avuta, con tutto che siamo cresciuti assieme e che usciamo ogni sabato assieme. Eppure eravamo lì, a parlare dei cazzi nostri, delle nostre paranoie, del bere, del fumare ecc ecc.
E' stata una bella serata, anche se oggi sarà dura raccogliere i cocci, e non mi riferisco solo all'alcool....
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"Neri quei giorni che passano senza di te Quasi convinto che in fondo sia meglio così Allentare la presa per merito di Chi mi consola ed esorta alla rinuncia
Ma la pelle rigetta quel sorriso che Trapiantato da bocche riverenti No, lo sai non funziona su di me Ostinato a ripetere tra i denti
Brucia ancora che prima o poi ritornerò Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto
Non temere zeta reticoli on my mind Aspetterò il momento per un migliore slancio"
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Per la serie: le canzoni che mi rappresentano in una qualche maniera...
Derozer - Mondo Perfetto
Sono quello che va sempre contro Che non ha regole nè movimenti Che per uno sguardo sbagliato Ti spaccherà i denti
Sono quello da non imitare Sono quello che finisce male Quello a cui prima o poi La faranno pagare
Seguimi e te ne pentirai Quello che avrai sono solo guai
In un mondo perfetto ci vuole anche questo Colui che dà sempre il suo cattivo esempio Lui da segnare col dito al bambino Dicendogli di non diventar così
Sono la tua brutta compagnia L'incubo della famiglia bene Quello che quando lui passa Cambi marciapiede
Sono quello da non imitare Sono quello che finisce male Quello a cui prima o poi La faranno pagare
Seguimi e te ne pentirai Quello che avrai sono solo guai
In un mondo perfetto ci vuole anche questo Colui che dà sempre il suo cattivo esempio Lui da segnare col dito al bambino Dicendogli di non diventar così
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Los Fastidios - Johnny & The Queer Boot Boys
Una vita solo fino adesso, La paura anche di te stesso Non volevi uscir da quella porta, Sempre chiusa... fino alla svolta Hai trovato la forza per uscire, Dal buio della solitudine Una band, il vero inizio Amici veri, senza pregiudizio
Quando hai capito che Il diverso non sei te Ma bensì la gente che non accetta la libertà E non capisce quanto vale la diversità in questa piatta società
Oggi guardi indietro e vedi La disperazione di quei giorni neri Non avresti mai pensato Di trovar gli amici che hai trovato E ti guardi allo specchio e sei Orgoglioso di tutto ciò che fai Della forza che oggi puoi! Sei uno di noi
Perchè hai capito che Il diverso non sei te Ma bensì la gente che non accetta la libertà E non capisce quanto vale la diversità in questa piatta società
Oggi hai capito che Il diverso non sei te Ma bensì la gente che non accetta la libertà E non capisce quanto vale la diversità in questa piatta società
Johnny & The Queer Boot Boys Johnny & The Queer Boot Boys Johnny & The Queer Boot Boys Johnny & The Queer Boot Boys
Johnny & The Queer Boot Boys...
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