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NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO. |
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Chi
Sono
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Nome: Munky
Residenza: Alghero
Lavoro: Quasi Infermiere
Contatti: Mail
Msn: munky@tiscali.it
Fissazioni: Sable
Hobby: Bere |
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Stanco delle solite figone da copertina ritoccate al pc? Contribuisci anche tu alla
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I
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Fai un'opera pia, aggiungimi ai preferiti

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Ho questa frase in mente da tutta la sera, mentre studiavo diritto sanitario per l'esame di domani (nel caso vi steste chiedendo perchè ho un esame così inutile il 28 di luglio: se trovate una risposta ditela anche a me perchè io non ne ho la minima idea).
Perchè la vita non è una favola.
Fin da piccolo ti insegnano a crescere con i film ed i romanzetti che sempre finiscono bene; alla fine i due innamorati, dopo innumerevoli traversie, staranno assieme tutta la vita, alla fine lui troverà lavoro, alla fine tutto finirà bene.
Ed invece no, non finisce mai bene.
Alla fine scopri che la ragazza che hai amato disperatamente da lontano neanche ti considera degno di un saluto, oppure scopri che la tua vita è completamente inutile; e non c'è soluzione di continuità, non c'è rimedio: solo un triste appurare che tutto va come deve andare, che la tua vita continua ad essere una merda nonostante tutti i tuoi sforzi.
Viviamo le nostre vite in mancanza di meglio da fare, perchè nonostante tutto siamo tristemente soli in questa merda di pianeta.
Ognun per sè e via dicendo.
Non ci sono favole, non ci sono lieti finali. Ci sono solo finali.
A volte possono essere belli, a volte brutti a volte semplicemente inutili.
Il fatto, quello che voglio dire, è che le favole non esistono, e se esistono durano poco, veramente troppo poco.
Poi ti svegli dopo un pò di tempo e ti accorgi che la favola che stavi vivendo così intensamente (che sia un amore, un lavoro o un periodo fortunato) si trasforma in un incubo che neanche nei film horror ti sogneresti mai di vedere.
E così via, giù nel baratro.
edit: non devo guardare Grey's Anatomy perchè mi incattivisce e poi finisco con lo scrivere queste cose.
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Il ragazzo, che aveva 15 anni, saltò sul tettuccio della macchina con la mazza in mano, guardò gli altri quattro e poi disse:
"Ed ora sono cazzi vostri"
Avevano sconfinato, mica si potevano lasciare impuniti così. Ci stavano sfidando. Avevano impostato D. da solo, loro in tre e lui da solo e l'avevano minacciato.
Bisognava fare qualcosa, già.
E si che li avevamo avvertiti, non rompeteci i coglioni, gli avevamo detto.
Ed invece eccoli là, i quattro sbruffoni tutti belli ringalluzziti che se ne vanno in giro per le nostre strade a rompere i coglioni.
Li vedo, mentre passo in moto per scendere in centro. Li vedo che stanno ridendo di qualcosa di estremamente divertente. Io sono fermo al semaforo e loro mi vedono e diventano subito seri.
Uno recupera qualcosa da terra, non so se è una bottiglia o una pietra e me la lancia addosso.
Io accellero, ma la moto è una merda e va lenta, per poco non mi prendo la roba addosso.
Faccio manovra, brucio il semaforo, una macchina inchioda e mi infilo in un vicolo.
Questa zona la conosco come le mie tasche, pochi metri e ci sono, sono alla Rotonda eccomi e vediamo chi c'è.
Forse è presto però, forse non c'è nessuno.
Ma qualcuno c'è invece eccoli lì, tutti e tre. D. ha sicuramente allenamento, ha il borsone.
Arrivo a tutta birra, sgommo e dico che ci sono quattro stronzi in giro.
Loro stanno mangiando delle patatine, ma appena sentono che qualcuno mi ha lanciato roba addosso smettono e le lasciano lì sui gradini.
Parcheggio la moto, metto il lucchetto in una ruota però la catena la tengo; me la chiede A.
Io recupero la mazza dalla borsa di D. e possiamo andare.
Eccoli là, trovati.
Di corsa ora che sennò ci scappano; salto sul tettuccio della macchina con la mazza in mano. Li squadro per bene ed esclamo:
"Ed ora sono cazzi vostri"
E poi mi butto su uno di loro, di violenza.
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Mi ricordo quando andavo alle superiori, al liceo classico.
Ero fidanzato con la figlia dell'allora preside, avevo una pessima fama e nessuna voglia di combinare un cazzo nella vita.
Mi ricordo che quando ero in seconda o terza liceo, cioè ero uno dei "grandi", andavo nelle classi dei primini, facevo l'appello e poi commentavo sarcasticamente.
Pensate che c'è stata gente che, anni dopo in chat, dopo aver saputo il mio nome, mi diceva "Ah ma tu sei quell'Andrea che andava in giro per le classi a fare casino e che una volta mi ha fatto questo e quest'altro"
Ehhh
Mi ricordo che compravo le caramelle a forma di pasticca, poi prendevo sottobraccio un primino a caso e gli dicevo se voleva comprare extasy; e dire che io all'epoca manco fumavo spinelli, nè bevevo, nè niente.
La mia prima canna mi pare che fu verso i 16 anni, ma fu un episodio isolato. Ci fu un periodo verso i 16 in cui effettivamente, a pensarci bene, mi feci le canne per un paio di mesi, ma poi la cosa finì lì; non sono mai stato continuativo con le canne come che con l'alcol.
Certo è che a quell'epoca non bevevo nulla, anzi.
Eppure avevo 'sta fama da teppista incredibile.
Non che io smentissi il modo di pensar comune, ma la cosa non m'importava granchè.
Dormivo in corridoio, canticchiavo in giro per le aule, bestemmiavo alle assemblee d'istituto, facevoun sacco di casino insomma.
A scuola non ho mai e dico mai rubato niente a nessuno; non ho mai neppure rubato niente alla scuola stessa.
Eppure mi ricordo che c'era un prof, che non era manco il mio prof, che solo per il fatto che era il vicepreside ed era amicicio del preside, andava in giro a dire che io rubavo.
Che incazzo quando lo venni a sapere.
Talmente tanto che registrai un bel dominio .cjb e feci un sito contro quel prof.
Ovviamente in un Liceo di leccaculo come quello la cosa non durò neanche un mese ed infatti mi sputtanarono, il prof mi denunciò ed io dovetti chiuderlo.
Peccato, ci avevo messo pure un sacco d'impegno :D
Ero un ragazzo turbolento perchè ero reduce da una fanciullezza, tra i 13 ed i 15, spesa a far risse ed a rubare ed a vandalizzare così, senza senso.
E dopo quella fase, ci fu la denuncia di cui vi parlai qualche tempo fa.
E dopo quella, il nulla ero solo come un cane.
Le uniche ancore di salvezza di quel periodo furono la musica, la nuova classe in cui finii dopo essere stato bocciato e la mia ragazza; ma quella arrivò alcuni anni dopo, quando ebbi 18 anni.
Il mio liceo.
Se ripenso a quegli anni di deriva, penso solo che quella scuola non mi ha dato nulla per cui valesse la pena passare sei anni della mia vita.
Andare alle superiori mi ha insegnato a guardarmi le spalle, a prendere inculate ed a soffrire come un cane; nient'altro ricordo di quel periodo, giuro.
Chiunque, quando giravo per i corridoi, mi riconosceva per un motivo o per l'altro o per entrambi.
"Ma quello è Andrea della sezione C che è un drogato vero?"
"Ma quello è il tizio che ha pestato Caio?"
"Ma quello è vero che spaccia?"
"Ma è vero che i genitori lo picchiano?"
Mi sono arrivate le voci più incredibili sul mio conto. Ed io dopo un pò non facevo altro che riderci sopra, non muovevo mezzo dito per smentire nulla, anzi, continuavo a comportarmi come un casinista.
Lo odiavo quel posto, lo detestavo con tutte le mie forze.
Odiavo tutte le persone che ci stavano dentro, che lo frequentavano. Odiavo qualsiasi essere respirasse la mia stessa aria in quei corridoi fatiscenti, in quelle aule vecchie coi riscaldamenti rotti. Odiavo quella gente di merda che era pronta a colpirti alle spalle quando meno te l'aspettavi, odiavo quei fighetti che andavano in giro coi vestiti di marca, che erano pronti a tirare fuori 4 metri di lingua per avere mezzo voto in più; odiavo tutta quelle teste di cazzo che sparlavano di cose senza neanche sapere di cosa parlavano, che sputtanavano altra gente che non conoscevano, solo per il gusto di dare aria alla bocca. Odiavo quelle fighette di legno che andavano a scuola vestite come delle troie, odiavo quelle stronze che il sabato in disco a troieggiare ed il lunedì a fare le suorine in aula.
Odiavo quella sporca umanità del Liceo Classico. E non nascondevo a nessuno il mio odio, nè ad alunni nè a professori.
E più gli altri mi disprezzavano, più facevo di tutto per farmi disprezzare. Non me ne fregava un cazzo di niente e di nessuno.
Poi il liceo finì con un misero 62 e c'era chi diceva che ero un fallito, c'era chi diceva che sicuramente sarei finito in galera, c'era chi diceva che mi drogavo.
Eccomi qua, tanti anni dopo; non sono un drogato, non sono finito in galera e sto facendo qualcosa che mi piace e che mi darà un futuro.
E quelle giovani promesse del classico, quei geni del latino o del greco, quelli che avevano tutto 8-9-10? Che ne è stato?
Uno lavora in una paninoteca dopo aver fatto mezzo semestre di università.
L'altro si sta laureando in una di quelle facoltà barzelletta tipo scienze delle merendine, dopo aver capito che la roba seria tipo Economia o Psicologia o Ingegneria non faceva per lui.
Quella che aveva aspirazioni artistiche, che ha fatto mezzo DAMS ed ora fa la cameriera in un posto in cui io non mi siederei manco a prendere un bicchiere d'acqua.
Noi falliti invece abbiamo quasi tutti un lavoro, facciamo quasi tutti parte della società.
Se ripenso a tutti quegli anni a marcire dentro quelle mura di merda, mi convinco che non c'è giustizia a questo mondo; perchè quegli stessi stronzi che sparlavano a quei tempi ora la stanno pagando troppo poco, troppo poco.
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A come Affanculo. Ed andateci tutti, davvero. La odio questa umanità di merda, che vive in questa putrida palla di fango chiamata terra. La detesto. Perchè devi sempre difenderti, sempre pararti il culo, sempre stare sul chi vive. Perchè le persone se ti vedono in difficoltà se ne approfittano, se scopri il fianco ti accoltellano. E' sempre così e sempre così sarà; sono veramente poche le persone che se gli mostri il fianco ti abbracciano, che non aspettano il loro turno per parlarti addosso, che ti ascoltano. A loro il mio saluto, il mio abbraccio. Tutti gli altri A come Affanculo.
B come bagassa tua! E qui non c'è mica nulla da dire in più rispetto a quello che c'è scritto qui, nel mio corso di algherese:D
C come cazzate. Perchè ne dico un numero spropositato ma sopratutto ne faccio in continuazione. Le cazzate fanno parte del mio modo di essere ed alla fin fine mi mancherebbero se non ci fossero.
D come Diretto, sempre e comunque. Perchè dico sempre le cose che penso, indipendentemente dalla presenza di altre persone. Diretto come un cazzotto in faccia, è il mio modo di fare. Non ho la testa per i sotterfugi, né l'intelligenza per inventarmi bugie, visto che poi non me le ricordo mai.
E come Estraneo. Per due motivi. Perchè di estraneo ne ho uno in casa, che non mi provoca nessuna emozione, che non mi fa né caldo ne freddo. Perchè, appunto, è un estraneo. Ed il fatto che sia mio padre non cambia il fatto che per me non valga nulla. Estraneo, perchè mi sento spesso un estraneo qui, perchè io penso in modo diverso dagli altri; perchè mi chiedo cosa cazzo ci faccio in mezzo a tutta questa gente.
F come Follia, che è il male migliore che potesse capitarmi. Senza la mia follia la mia vita sarebbe stata alquanto noiosa. Se ci penso a mente fredda ho fatto, dettate dalla Follia, cose molto stupide, pericolose o cattive; a volte separate a volte tutte assieme, ma non mi pento di averle fatte. Chissà come sarebbe la mia vita ora senza quei gesti, quelle scelte. Forse migliore o forse noiosa?
G come Gatto, il mio animale preferito. Perché il gatto è un bastardo, un opportunista. Ti tratta bene solo se tu lo tratti bene e non dipende da te; fa, insomma, il cazzo che vuole. Poltrisce tutto il giorno ed esce di notte, combatte, se la gode. E' completamente ed assolutamente libero, non ha bisogno di nessuno. Lo invidio tantissimo.
H come Horror, perchè, strano ma vero, alla veneranda età di 26 anni ancora non riesco a vedere un horror intero tutto da solo, mi fanno ancora un certo effetto.
I come Isa. La persona più importante della mia vita, la mia metà. Il fatto che ora non ci sia è straziante, ma si tira avanti, come sempre.
L come Libri. Ne leggo un sacco, di qualsiasi tipo, anche se preferisco il fantasy. Sulla fantascienza sono molto selettivo, perchè se non è scritta bene è solo una manica di stronzate, ma in realtà leggo proprio di tutto. Ho giusto ieri finito di leggere la trilogia Dark Gotic "Elric di Melnibonè" ed ho iniziato un giallo di Agatha Christie "Macabro quiz" e dopo quello mi aspetta Mc Cormack con "La Strada". Amo spaziare, senza alcun nesso logico tra un genere ed un altro. Leggere mi piace, non solo libri ma anche e sopratutto un sacco di fumetti, ma anche riviste, articoli e blog. Sono onnivoro.
M come Munky, il mio nickname. Scelto millenni fa, quando un omino venne a portarmi in casa il mio primo pc (che poi era pure un bidone, ma si sa i genitori non ne capiscono un cazzo di queste cose ed io non potei andare con loro a scegliere perchè ero malato). In realtà un nickname, io, me l'avevo già scelto ed era Foxdie (eh, le citazioni dotte), solo che quando andai a fare la mia prima email con Tiscali era già stato preso. Siccome ne volevo uno uguale per tutti, scelsi la prima cosa che mi venne in mente, ovvero Munky, il chitarrista dei Korn, gruppo che all'epoca adoravo. Con il passare del tempo mi ci sono sempre più identificato (Munky, in slang è la contrazione di Monkey, cioè scimmia); considerando quanto adoro le scimmie, caso volle che non poi scegliere nickname più azzeccato :)
N come No. Perchè io non riesco quasi mai a dire di No ad una richiesta. Non ce la faccio, non riesco a capire il perchè. Magari m'incazzo, smadonno e me la prendo, ma poi la faccio lo stesso. Ed, infatti, in casa mia se ne approfittano un sacco, se ne sono sempre approfittati, perchè tanto c'è il coglione che se gli dici una cosa la fa. Recentemente, devo dire che la situazione è leggermente migliorata, se non voglio fare una cosa non la faccio. Però non capita poi così spesso. E' incredibile: con gli anni mi hanno talmente abituato, qui a casa, a fare le cose che se dico di No poi mi sento in colpa. E' drammatica questa situazione, credetemi. Perchè se io bene o male mi ci metto e le cose le faccio anche controvoglia, mio fratello di contro non fa un cazzo, approfittandosene grandemente. E quanto me lo fa pesare quando lui, poverino, fa qualcosa. Come se il fare, per esempio, le faccende domestiche fosse solo una mia priorità o di mia madre e che lui non dovrebbe abbassarsi a farle. E' incredibile, davvero, che riescano a farmi sentire in colpa per queste cose.
O come Ospedale che, spero, sarà il luogo dove lavorerò. A me gli ospedali non sono mai piaciuti. Dire che ora dovrò lavorarci mi fa un poco strano, ma anche questa è la vita. Mai avrei pensato, dieci anni fa, che mi sarei iscritto in Infermieristica e che mi sarei scelto questo mestiere. Eppure guardate ora, dieci anni dopo. Alla fin fine ho scoperto pure che non poi così male, a tratti è pure divertente. Certo, questo se e quando riuscirò a laurearmi:)
P come Punk, la mia musica di sempre. La musica che mi ha regalato emozioni a non finire, che mi ha fatto riflettere, che mi ha spronato, che mi ha messo in discussione. Il punk è il mio compagno da, oramai, così tanto tempo che non potrei più farne a meno. La musica mi ha aiutato quando ne avevo bisogno, quando non avevo nessun altra opzione; la musica era lì, quando ero solo, quando avevo bisogno di qualcuno, quando volevo sfogarmi. E' stata la mia compagna inseparabile per tutti questi anni. Forse vi suonerà ridicolo che il Punk abbia avuto questa funzione per me, ma vi assicuro che se non ci fosse stato la mia vita sarebbe stata molto più grigia. Avere il conforto di una canzone amica è stata la mia ancora, la mia salvezza in tempi non sospetti, quando tutto andava a rotoli ed avevo solo il mio stereo ed una bottiglia di birra.
Q Quanti segreti come la canzone degli Skruigners. Quanti segreti hanno le persone? Me lo sono chiesto spesso. Segreti di cui non vogliono far parola; segreti a volte pericolosi da venire a sapere. La mia ex ne aveva un sacco di segreti (ed infatti io ero il Cervo Volante), così come tante altre persone che conosco. I miei segreti quali sono? Non lo so, non credo di avere segreti. Se qualcuno mi chiede qualcosa, qualsiasi cosa, rispondo. Ecco, forse riesco a rispondere meglio (per assurdo) con persone con cui non ho neanche troppa confidenza, piuttosto che a persone cui voglio bene. Mi ricordo alcune litigate con Isa per la mia reticenza a raccontare i miei segreti. In realtà ho una paura fottuta che se la gente cui voglio bene conoscesse i miei segreti, smetterebbe di volermi bene. Questo nonostante i miei segreti siano sulla piazza da un sacco di tempo.
R come Resistere. Resistere a tutto: inculate, delusioni, amici che se ne vanno. Resistere, tirare avanti, sopravvivere. Questi tre termini mi hanno accompagnato tutta la vita. "Resisti Andre, perchè il peggio sta per arrivare" è una frase cui ho pensato spesso, nei miei lunghi silenzi. Resistere è quello che so fare meglio, perchè di cose brutte ne ho vissute e ne ho viste tante, e l'unica cosa da fare è resistere. Resistere ad un rapporto a distanza, resistere alle tentazioni della bottiglia, resistere alle sigarette, resistere ai miei demoni ed ai miei tormenti interiori. Ho guadagnato una sorta di corazza in tutti questi anni di resistenza, che mi fa scivolare via come il sapone sulla pelle tantissime cose che mi succedono, senza scalfirmi minimamente. Il lato negativo è che spesso non sono scalfito neanche dalle cose belle che mi succedono, sono indifferente anche quando non dovrei esserlo. Sono due lati della stessa medaglia, ma forse è meglio così. Meglio perdersi ogni tanto qualcosa di bello, che dover subire passivamente tutta la merda che mi sparano a ripetizione.
S come Sesso. Sto sempre a parlare di sesso, sesso, sesso: è il mio argomento preferito. Sarà che ne faccio troppo poco. In realtà parlare di sesso mi piace perchè per molti versi nonostante tutto è ancora un tabù, sono poche le persone che parlano liberamente. Io adoro infrangere i tabù ed oltretutto capisci un sacco di cose su una persona in base a come parla del sesso.
T come Terra, la mia terra, cui sono molto legato. Per quando detesti profondamente gli abitanti della mia città, sono e mi sento profondamente legato alle mie origini sarde e sono orgoglioso di essere nato in questa terra, in quest'isola. So che quando andrò via a cercare fortuna, porterò la mia terra con me sempre e comunque.
U come Ubriacarsi. Una cosa che ora è diventata uno svago, un divertimento. Ci si fa qualche birra con gli amici, si sta in compagnia si dicono stronzate e ci si diverte. Ma è stata anche un'alternativa, anni fa, al vuoto. Cercare rifugio nella bottiglia è stato il punto più basso della mia vita. Lì ho veramente toccato il fondo, andavo semplicemente alla deriva. Ne sono uscito, così come ne sono entrato, anni fa ed ho giurato a me stesso che mai più avrei sopportato di ridurmi in quello stato per così tanto tempo.
V come Viaggi perchè io adoro viaggiare, anche se purtroppo non posso farlo quanto vorrei. Vorrei visitare un sacco di posti, andare da un sacco di parti. La Spagna è una delle mie attrattive maggiori, ma anche la Turchia, l'Irlanda e non meno importante, il Giappone. Curiosamente non mi interessa minimamente visitare l'America, né del sud né del nord. Forse l'unico posto dove andre, sarebbe in Alaska, ma lì si parla di starci almeno 6 mesi e vivere da selvaggi. Mah.
Per ora penso solo alle mete papabili; sono già anni che mi sono ripromesso che prima o poi in Giappone ci andrò e ci andrò, vedrete :)
Z come Zoccole. E ne ho conosciute tante, con una ci sono stato pure assieme per un sacco di tempo. Le zoccole sono state il mio tormento, perchè come si dice ne tira più un pelo di figa che un carro di buoi, e visto che loro quel pelo lo facevano vedere, io hop fatto una marea di stronzate, come un fesso. A pensarci adesso a tutti gli errori commessi mi sento veramente un coglione; non trovo neanche le parole per potermi giustificare, sono solo cose che sono successe, tutto qua. Non posso neanche dire che abbia imparato qualcosa dalle mie esperienze con le zoccole, visto che si sono dimostrate tutte vuote ed assolutamente anonime, paragonate sopratutto a quello che è venuto dopo con delle ragazze serie. Forse, se avessi dedicato il mio tempo a delle zoccole "serie" che lo fanno per mestiere e non alle zoccole che lo fanno solo per darsi un tono o perchè incapaci ci corrispondere un qualsiasi tipo di sentimento, mi avrebbe lasciato qualcosa di più che una scopata.
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Mi son svegliato una mezz'ora fa con un mezzo mal di testa da doposbornia da ieri, pronto a studiare un cazzo per l'esame di ginecologia di domani. Ovviamente la mia voglia è molto vicina a quella che ha il mio gatto di svegliarsi, in questo momento e di venire a farmi le fusa, ma tant'è.
Mi sono svegliato che c'era il pc ancora acceso, devo essermi addormentato ieri notte quando, dopo essermi fatto la doccia, mi son messo a finire di vedere una puntata di un Medico fra gli orsi e badabum, caduto come una pera cotta.
Ovviamente stanotte, complice il fatto che era acceso, emule ha finito di scaricare una marea di roba, quindi la mia voglia di studiare si assottiglia sempre più.
Mi metto ad ascoltare un canzone del nuovo cd dei Talco, La Torre nel caso interessasse a qualcuno, e scrivo questo post senza neanche sapere il perchè, forse per esprimere l'inutilità di cercare di studiare a luglio, o chissà cosa.
Ogni volta è così con i miei amici: ci si sbronza fino a non capire più nulla e via, va bene così. Cioè, va bene un cazzo, perchè avantieri mi sono bevuto 30 euro e mò sono in merda perchè non ho nulla per il resto della settimana, ma tant'è.
La colpa è di chi torna ad Alghero quando lavora fuori ed obbliga noi comuni non lavoratori (cioè me, visto che sono l'unica merda che non lavora) ad uscire e spendere per sbronzarsi. Non è che ci sia molto da dire in effetti, a parte che credo che i miei amci siano le persone meno oculate che conosco, che ottimizzano al peggio un pò tutto.
Emblematica è stata la battuta di ieri di uno di loro, che voleva comprarsi l'I-Phone.
Io gli ho detto "Ma non manda manco gli mms!" e lui "beh tanto non li uso" ed io "Minchia costa 499 euro, ma cosa cazzo te ne fai?"
Mi ha guardato intensamente, ha bevuto un sorso di birra ed ha detto "Niente!"
E così via.
E intanto le nuvole se ne fottono.
Stanno lì nel cielo e se ne fottono, beate loro.
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Corso di Algherese per Imbecilli - Compendio Due.
L'arte di essere Mandroni.
L'algherese medio, essendo una persona comunque superiore alla media dell'umanità media, può permettersi di fare il bello ed il cattivo tempo nella vita di tutti i giorni. Che cosa intendo dicendo questo?
Un fenomeno che noi qui chiamiamo "Mandronia".
Ma che cos'è la Mandronia?
Un comune essere umano, uno degli altri, direbbe che la Mandronia è la pigrizia, ma in realtà non è proprio esatto.
La Mandronia è l'assoluta, prepotente e totale voglia di non fare un beneamato cazzo di niente.
Tutti i vari termini come "pigrizia", "inerzia", "immobilità", "inedia"" eccetera, sono racchiusi nell'unica parola Algherese (e qui apro una parentesi sì quanto sia splendida la mia lingua madre).
Può colpire a vari livelli ed a vari stadi nella vita di un Algherese, spesso per più periodi consecutivi, ma fortunatamente il più delle volte così com'è apparsa, scompare.
Ma attenzione: essa non è proprio vista come una qualità negativa, anzi spesso è ricolma di significati positivi nella cultura Algherese.
Essere Mandrone è un'arte, ad Alghero. E' un modo di vivere, di pensare, di ragionare.
Il Mandrone.
Il Mandrone può avere varie forme e sostanze.
Esistono vari gradi di Mandronia e sarebbe impossibile per me elencarli tutti, citerò solo i più diffusi cercando di metterli più o meno dentro un insieme di persone, fermo restando che ogni Mandrone è un Unicum, un individuo unico, netto e distinto.
Il più diffuso in assoluto è altresì detto "Lu Mandrò purent" (= "Il Mandrone puzzolente"), che (porca combinazione) è tra gli elementi più nocivi, non solo tra le varie tipologie di Mandrone, ma anche nella società Algherese intiera. Questo strano ed inquietante individuo, infatti, passa solitamente tutta la sua vita al bar (="Tzilleri"), spiegando il senso della sua esistenza, la sua filosofia spicciola o comunque sparando cazzate a tutti gli avventori. Da non confondere col classico Ubriacone Comune (="Ambriagò"), Lu Mandrò Purent vive e si crogiola nella sua mandronia, per nulla intenzionato a fare la benché minima cosa, a parte bere. Esso, infatti, non ha mai lavorato in vita sua e campa probabilmente con una pensione risicata da qualche parente in stato comatoso o dalla propria consorte, anche se quella che va più per la maggiore fra questi personaggi è la Pensione di Invalidità Permanente, l'alibi perfetto col mondo intero per crogiolarsi nella propria Mandronia. Ma dopotutto questa tipologia di Mandroni non è del tutto negativa: sia con la pioggia che con il sole, sia che sia estate o inverno eccoli, parcheggiati al bar, possibilmente con la stessa maglietta di sempre a bere grappa dalle dieci del mattino.
In fin dei conti hanno stile.
Meno stile ha per esempio, il Mandrone Simpatico (="Mandrò aspiritòs"). Tipicamente è un ragazzo o sui 18-20 anni o sui 25-30, che ha finito le scuole superiori o università è praticamente la stessa cosa. Gli universitari che sono riusciti a laurearsi, l'hanno fatto in una di quelle Lauree-Barzelletta che non servono assolutamente ad un cazzo di niente tipo Scienze politiche, Scienze della comunicazione, Benessere del Gatto (esiste, giuro.) Lettere, Geologia... Insomma tutte quelle Facoltà che non permettono di trovare nessun tipo di lavoro una volta finito il percorso di studi. E Quindi ecco sopraggiungere, alla fine del percorso la Mandronia prepotente. Spesso sono ragazzi di buona famiglia che vivono alle spalle dei propri genitori, che non hanno nessuna intenzione di andare via, fuori Alghero a cercare fortuna. Nonostante, infatti, la netta superiorità di Alghero rispetto al resto del mondo, essa non offre molte possibilità ai giovani laureandi.
Ma questi sono problemi che ha portato l'Italia invasora, che comunque c'entrano poco con il tema centrale di questo articolo (ITALIA LADRONA!).
Dunque, il Mandrone Simpatico vive la sua vita a cazzeggio, senza nessuna prospettiva se non uscire la sera, magari sfoggiare un telefonino nuovo ma nulla di che, magari ubriacarsi come cristo comanda ma nulla di che, o magari fumarsi un paio di canne ma nulla di che. Solita vita grama, insomma.
Il Mandrone Simpatico però non è per forza una persona simpatica, anzi. C'è però da dire che la maggior parte sono anche simpatici, ma non è una regola generale applicabile a tutti. Solo perchè cazzeggiano non è mica detto che siano anche simpatici, bagassa vostra.
Per finire, e con questo concludiamo il secondo compendio, esistono tutte le varianti di Mandrone e Mandronia non classificabili, come già detto in apertura. Non classificabili essenzialmente perchè colpiscono un elemento in un particolare momento della sua vita, ma è uno stato che non è destinato a durare se non più di qualche mese. Oltretutto la Mandronia può anche non voler fare un cazzo in un determinato campo (tipo lo studio, o il lavoro) mentre non attaccare minimamente tutto il resto degli aspetti di una vita normale. Così dunque ci può essere "Lu Mandrò del Traball" (="Il Mandrone del Lavoro"), il tipico elemento che indipendentemente da lavoro che svolge o dalla mansione che ha, riesce sempre ad imboscarsi ed a non lavorare (Tipo quella volta che beccai il postino bello nascosto in pineta, in macchina, sopra il cofano alle 10 del mattino, che fumava una sigaretta e parlava al telefono), oppure "Lu Mandrò dell'Hiscola" (="Il Mandrone della Scuola") il classico ragazzo che a scuola ci va solo a scaldare il banco (eh si, lo ammetto faccio parte anche io di questa branca), "Lu Mandrò de lu Muviment" (="Il Mandrone del Movimento") molto diffuso qui, è quello a cui non va di muovere il suo culo per non fare la fatica di fare 100 metri a piedi e che quindi prende apposta la macchina, oppure che non vuole prendere la macchina per spostarsi in un altra città vicina a vedere chessò, un concerto, perchè è troppo mandrone per guidare.
Insomma di esempi ce ne sono tanti, inutile stare ad elencarli tutti; l'importante è capire l'Arte di essere Mandroni, la Filosofia, la Vita, l'Universo e Tutto Quando.
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In una recente intervista, Carlo Rubbia ( premio Nobel per la fisica ) ( come Scajola ) ha dichiarato:
“Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.
" Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”.
“ Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali."
" Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.
“C'è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”.
"I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.
Se è così semplice, perché allora non si fa?
“Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”.
(30 marzo 2008)
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Corso di Algherese per Imbecilli - Compendio 1: l'uso di "Bagassa".
Ad Alghero sono frequenti numerosi modi di dire; fra questi, uno dei più comuni è il "Bagassa di".
L'origine del termine è a me sconosciuto; suppongo che qualche demente, vedendo le signorine che adempievano al lavoro più antico del mondo, abbia coniato questa parola per chissà quale divertente e/o spregiativo motivo che si è perso nel tempo.
Bagassa, infatti, se usato da solo a se stante come parola significa "Donna dai facili costumi" altresì detta "Puttana".
Ad Alghero però, visto che siamo così superiori, l'uso di bagassa è diversificato, assumendo significati piuttosto variegati e variopinti se accoppiato ad altre parole.
L'accoppiamento più comune è "Bagassa di storia!", esclamazione volta a sottolineare il proprio apprezzamento verso qualcosa; "poffarbacco!" oppure "che bello!" o anche "che cosa veramente figa!" possono essere significati che più si avvicinano a questa esclamazione. Altresì, può essere utilizzato per esprimere lo stupore verso qualcosa a seconda ovviamente del contesto. Così, se per esempio, il classico guappo Algherese vuole mostrare le sue scarpe nuove costate 400 euro, gli amici esclameranno in coro "Bagassa di storia!".
Come può evincersi, il termine che più si avvicina all'esclamazione può essere "Da paura!" oppure "Me cojoni".
L'uso insultante.
"Bagassa", pur essendo molto usato in coppia con "di storia", non è il solo accostamento possibile, anzi può essere associato con praticamente qualsiasi altra parola a seconda del contesto ed assumere significati anche molto differenti fra loro.
Un esempio, anch'esso molto usato dall'Algherese medio è "Bagassa tua" che come s'intuisce non è proprio un complimento, anzi piuttosto un'offesa, anche se non grave. Altre varianti possono essere familiari: "Bagassa de tun para" ("Bagassa di tuo padre"), "Bagassa de ta mara" ("Bagassa di tua madre"), "Bagassa de tan gialmana" ("Bagassa di tua sorella") "Bagassa de tan gialmà" ("Bagassa di tuo fratello"). Queste esclamazioni non hanno un significato particolare, sono praticamente intraducibili (il significato che più si avvicina è "sei una puttana" oppure "puttana di tuo padre, madre eccetera"), ma qualsiasi Algherese le prenderà come un insulto grave o meno a seconda del contesto o del tono della voce.
Esempi.
Come detto "Bagassa" può essere usato nei contesti più disparati, a volte totalmente opposti e contrari agli esempi più comuni. In generale comunque si può affermare che l'uso di "Bagassa di..." è più o meno volto a segnalare lo stupore o il proprio apprezzamento verso qualcosa. Di seguito alcuni esempi rilevanti:
Bagassa de sunara = che scopata incredibile!
Bagassa di sballo = che sballo incredibile! (riferito all'uso di cannabis ed al piacevole effetto che provoca l'uso)
Bagassa di schifo = che schifo incredibile!
Bagassa di male = che male incredibile!
Bagassa di figata (caz) = Che cosa assolutamente bella! (l'uso del caz non è obbligatorio ma è molto usato per sottolineare il proprio apprezzamento)
Bagassa Eva = questa è solo una parolaccia.
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