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NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO. |
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Chi
Sono
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Nome: Munky
Residenza: Alghero
Lavoro: Quasi Infermiere
Contatti: Mail
Msn: munky@tiscali.it
Fissazioni: Sable
Hobby: Bere |
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Stanco delle solite figone da copertina ritoccate al pc? Contribuisci anche tu alla
creazione del calendario più brutto del 2008! Clicca sull'immagine per saperne di più!
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I
miei 3 lettori hanno ricaricato *loading* volte questo blog.
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Fai un'opera pia, aggiungimi ai preferiti

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Non posterò il nome dell'autrice di questo post perchè in fin dei conti è una ragazza simpatica, però tutto ciò merita la visibilità non concessa dall'autrice.
Chi indovina chi è, vince un paio di chicchi d'uva.
"Furetti.
Ieri sera sono stata morsa da un furetto. No, non sto scherzando. Sapete quegli esserini carinissimi, piccoletti? Ecco. Ce n'era uno legato fuori da un pub con un guinzaglio. Due anni fa avevo visto "E alla fine arriva Polly", film nel quale presenziava un furetto cieco fantastico che sbatacchiava ovunque, e la scena m'era rimasta impressa lasciandomi un sentimento di tenerezza assoluta. Essendo io una ragazza tutt'altro che furba, mi sono istintivamente chinata per accarezzarlo. Questo coso mi è salito su ovunque, alla fine mi ha afferrato l'indice destro e ci ha piantato i denti. Ecco, voi sapevate che i furetti hanno denti così dannatamente lunghi e grossi? io no. Ora ho due bucazzi sul dito, e un moroso che sta ancora ridendo di gusto."
Giuro che ogni volta che lo rileggo rido talmente tanto da rischiare il soffocamento:D
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Ieri ero in giro per negozi alla ricerca di un paio di pantaloni di tuta con cui andare in palestra (ebbene si, pure io mi ci sono iscritto, se ne ho voglia prossimamente posterò qualche foto della mia tenuta ginnica:D) che costassero meno di 10 euro (vedi te se per andare in palestra devo pure vestirmi firmato).
Entro in un negozio a caso fra quelli di abbigliamento ed inizio a darmi uno sguardo intorno.
Mentre sono intento a spulciare la fila di pantaloni da esposizione appesi in uno degli appendiabiti, sento una voce alle mie spalle, la commessa, che dice "Scusi, le serve per caso una mano?"
Mi giro ed eccola lì, la vedo, la Pazza (di cui ho parlato qui e qui) che appena si rende conto di chi effettivametne sono, sbianca.
La guardo, la squadro come si fa con uno di quegli strani insetti che si vedono sul Discovery Channel, intensamente, poi rispondo con il tono più glaciale che riesco a tirare fuori.
"No, da lei, non ho bisogno di alcun aiuto."
Alla fine non ho manco trovato i pantaloni, uff.
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C'è chi l'ha scritto meglio di me (qui) e quindi riporto per intero il post dell'amico Ninja.
Quanto è comodo avere il papà gerarca.
Vi racconto oggi la storia di un teppistello di nome Renzo, un giovinetto imberbe che ha da poco affrontato l’esame di stato, la cosiddetta “maturità”. Egli è simpatico e sagace, presenta un suo studio personale dedicato a Carlo Cattaneo. La commissione non apprezza in particolar modo l’impegno e la caparbietà con cui il giovine ha studiato e lo tartassa di domande a cui sostanzialmente, non sa rispondere.
Renzo torna a casa, con la coda tra le gambe, tutto mogio: la bocciatura è sua. Ma il papà non ci sta. Umberto invece di prendere il figlio per le orecchie e sfondarlo di schiaffi, si scandalizza, strepitando: “Noi facciamo andare il ricorsazione al TAR! Che non è possibile che mio figlio si fosse fatto bocciare!”.
Ecco finalmente il ricorso, ma non basta! Il papà è grande e grosso: soprattutto è gerarca. Movimenta i suoi ed ecco che sulla infausta commissione piovono strali legislativi che la costringono a riunirsi nuovamente e, sotto tortura, approvare il somarello(TM).
Qualsiasi riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale. SomarelloTM è un marchio registrato di un tal signore che si chiama Marco Travaglio.
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E' da qualche anno che si sta tentando un processo di revisione della Storia (non a caso qualche tempo fa "qualcuno" voleva cambiare i libri di storia perchè a suo dire erano scritti dal punto di vista dei partigiani e quindi non obbiettivi...), addirittura la famiglia mussolini è stata in tv (capirai, da vespa... ma sempre su rai 1 in prima serata) a PRETENDERE le scuse del popolo italiano.
Non so a voi, ma a me fa una paura fottuta. Perchè, purtroppo, l'ignoranza è una bruttissima bestia e chi, per noia,per gioco o per semplice ignoranza, si unisce a certi gruppi senza neanche sapere e conoscere il significato storico di questi gruppi mi fa una paura tremenda. Non a caso ecco dove ci stanno portando i nostri cari "patrioti": pestaggi ovunque, scene di neri massacrati per strada, ragazzini che sprangano senza pietà barboni, trans inseguiti dai branchi... Siamo ai minimi storici di tolleranza, ragazzi e la cosa non mi piace neanche un pò.
Mi sa che "italiani brava gente" "italiani dal cuore d'oro" ce lo dovremmo scordare ed iniziare un pò a vergognarci del nostro essere italiani.
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• sei sardo se pur non avendo un lavoro e un euro in tasca offri il caffè al bar ai tuoi amici!
• ..sei sardo quando ti lamenti sempre della tua città e quando sei fuori la vanti come se fosse il paese delle meraviglie!!!
• sei sardo se quando vivi fuori, almeno 1 volta al mese ricevi il pacco che ti manda tua madre da giù con tutte le cose tipiche!
• sei sardo se ami la tua terra e ti fai le vacanze nei tuoi posti di mare
• sei sardo se, pur vivendo al Nord da dieci anni, non hai perso una virgola del tuo meraviglioso accento!! ( puru si ti piganta po su cu!)
• sei sardo se trovi un portafoglio per terra e ti sgobbi tutti i soldi (e se è bellixeddu ti tieni pure quello)
• sei sardo se parcheggi la macchina in quinta fila e dopo ti lamenti pure perché ti hanno fatto la multa
• sei sardo se sei abbronzato 8 mesi su 12 e hai il segno del costume a vita!!
• sei sardo se conosci a memoria i video di is Callonarasa e ormai parli solo con utilizzando le frasi dei video!!
• sei sardo se conosci le persone in internet ma ti vergogni di parlarci di persona.
• sei sardo se ti spulci il sito di Crastulo per pidanciulare sulla gente e vedere se c’è la tua foto.
• sei sarda se ad un primo e fantastico appuntamento gli concedi un bacio sulle labbra e poi aspetti che ti caghi lui per fare la preziosa e lasciarlo sulle spine 1 o 2 settimane, finchè, non si stanca ed esce con un’altra tipa e allora li ti incazzi e dai del coglione a lui e della bagassa a lei (magari alimentando scene stile Pappedda vs Valentina).
• sei sardo se per fare 100 metri prendi la macchina!!!!
• sei sardo se vai fino al lungo mare o al belvedere e poi non scendi e rimani in macchina a guardare.
• sei sardo se già quando hai un anno mangi sartizzu e civraxu.
• sei sardo se hai la marmitta modificata o i neon blu nella macchina
• sei sardo se vai allo stadio con la macchina piena di gente vestita con i colori della tua città, con la sciarpa fuori al finestrino, e imprechi contro la squadra avversaria!!
• sei sardo se abiti in un paesino di 4000 abitanti e conosci tutti
• sei sardo se ad ogni rumore che senti ti affacci a vedere chè è successo
• sei sardo se vai a fare il militare perché non sai che fare del tuo futuro
• sei sardo se dopo 3 ore che conosci una persona la inviti a casa per le vacanze estive
• sei sardo se parcheggi la macchina ai parcheggi abusivi e per te è tutto normale
• sei sardo se trovi normale vedere 3 ragazzi che vanno in giro tutti su uno scooter
• sei sardo se almeno una volta nella vita sei stato raccomandato!!!
• sei sardo se quando vai in macchina alzi la musica a palla
• sei sardo se commenti la frase di prima con la frase: 'Pitticcu su gaggiu, ma dove si crede di essere!!'.
• sei sardo se quando incontri fuori dalla Sardegna un tuo concittadino che magari conoscevi di vista e non avevi mai cagato in città,ci parli e: …sembra come se usciste insieme da una vita; Oppure (più frequentemente)… …fai finta di non averlo mai visto prima, poi scopri di avere fatto le stesse scuole dall’asilo e inizi a fare l elenco delle persone in comune!!
• sei sardo quando dici di non essere permaloso e ti incazzi ad ogni appunto che ti fanno!
• sei sardo quando vivi al nord e almeno una volta al giorno ti viene nostalgia della tua terra e della sua gente!
• sei sardo se ridi anche nelle situazioni drammatiche e fai divertire la gente
• sei sardo se ti fai in quattro per fare un favore ad un amico
• sei sardo se lavori a nero pure tutta la vita
• sei sardo se passi l'estate tra disco e sagre di paese
• sei sardo se il sabato sera vai a ballare solo se hai gli omaggi
• sei sardo se hai sempre un sorriso e un consiglio per gli amici
• sei sardo se ti chiamano 'pecoraro' al Nord e pensi:
'Castiammi cussu calloni che tanto d’estate viene in Sardegna a fairi casinu e a rubarsi le pivelle più bone'
• sei sardo se in estate la prima volta che ti abbronzi, ti ustioni e spelli perché nn vedi l ora di abbronzarti subito.
• Ma sei sardo soprattutto quando non ti vergogni della tua terra e ricordi sempre il luogo dove sei nato. Quando la esalti per il mare e la buona cucina, il sole caldo anche d'inverno, per l'ospitalità della gente e per tutte le bellezze che la rendono una terra splendida!!!
ORGOGLIOSI DI ESSERE SARDI.. sei sardo anche se dopo aver letto questa roba non vedi l'ora di mandarla a tutti gli amici e magari di farne una copia da appendere in camera!
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Mi capita, curiosamente sempre più spesso, di avere momenti di instupidimento mentre sto facendo qualsiasi cosa.
Nel senso che invece che utilizzare l'opzione più semplice e logica per compiere una determinata azione, scelgo la via più complicata e lunga; magaci ci penso pure eh! Poi mi ritrovo a chiedermi "no dai ma perchè ho fatto così".
Oppure resto fermo a pensare a cosa devo fare per compiere un'operazione piuttosto semplice.
L'altro giorno per esempio, ho parcheggiato la macchina in maniera veramente oscena e dopo essere sceso, misono accorto che in effetti data la posizione, le altre macchine non passavano. Così ci son risalito sopra ed invece che spostarla 5 metri più avanti dove c'era posto, mi son messo a fare mille più complicate manovre per renderla meno ingombrante.
Risultato? Nessuno, alla fine l'ho lasciata lì e sono andato a fare la spesa.
Ma questo è solo un esempio, non so quante ne ho combinate in quest'ultimo periodo di queste idiozie:D
Che dite è la vecchiaia, i postumi della ganja fumata in gioventù, l'alcool o semplice Alzheimer? :)
PS: ne approfitto per salutare e ringraziare tutti quelli che hanno mandato una mail di segnalazione a Splinder, aiutandomi a far chiudere quel blog xenofobo. Grazie a tutti ragazzi.
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Caro amico di destra, prima di tutto voglio farti sapere che io no, non ti odio, né ti disprezzo né mi disgusti. Davvero.
Semmai mi disgusta l'ideale in cui credi e per cui milioni di persone innocenti hanno sofferto, ma a te, amico di destra, non ti odio.
Il sentimento che mi più mi ispiri, è un misto di pietà e tenerezza.
Pietà perché tu, poverino, non devi avere avuto una vita facile. Per provare così tanto odio, così tanto disprezzo deve esserti successo qualcosa di drammatico e di questo mi dispiace, davvero.
Mi fai anche tanta tenerezza, perché assomigli ad uno di quei bambini paffuti a cui il babbo, per punirli, vuole togliergli il balocco preferito e quindi si imbronciano, strillano, strepitano e sbattono i piedini per terra facendo i capricci affinché nulla gli sia tolto. Ti trovo buffo.
Amico di destra, tu parli tanto di terroni, di razze di superiorità. Però secondo me, ci sono alcune contraddizioni nella tua linea di pensiero: innanzitutto tu dovresti seguire una ideologia che rispetta l'ordine, le regole e l'obbedienza. Credere, obbedire, combattere; dio, patria ed onore, giusto? Ma allora perché tu sei il primo ad infangare ed infrangere le stesse regole in cui dovresti credere, infrangendo quelle stesse leggi in cui dovresti adeguarti?La libertà di espressione che tanto decanti mi pare tanto una grossa scusa perché, come chi meglio di me ti ha fatto notare, sotto Mussolini o Hitler, non c'era libertà d'espressione né c'è mai stata, così come non c'è mai stata libertà di espressione sotto un qualsiasi dittatore di una qualsiasi dittatura di un qualsiasi stato. Perché parlare di libertà di espressione quando è la tua ideologia la prima a negarla?
In secondo luogo sei un fervente credente verso dio, lo stesso dio che ti dice di amare il prossimo tuo come te stesso, al di là del colore della pelle o della regione di appartenenza. Io a dio non ci credo, però questo dettame lo rispetto. Com'è che sei pronto ad odiare il prossimo tuo ed a rinnegare uno dei principi base che la tua religione esprime, mentre poi ti dichiari fervente cattolico? Proprio non ti capisco.
Infine, tu forse non lo sai ma nel 1860, un uomo, un patriota ed un eroe (sarai d'accordo con me spero!) chiamato Giuseppe Garibaldi, con una grandiosa impresa militare, unì l'Italia da sud a nord. Ecco, tu forse non sai, amico di destra, che Garibaldi da qualcuno fu finanziato per la sua impresa. Perché lui era un capitano di ventura ed anche se aveva mille volontari con sé, non poteva certo pagarsi da solo le navi per il trasporto o i viveri. Secondo te chi fu il finanziatore di questo eroe, di questo patriota (che voglio ricordare fosse completamente ateo ed assolutamente anticlericale)? Vittorio Emanuele II, che allora era re di una parte dell'Italia. La sua parte di regno, si chiamava Regno di Sardegna e comprendeva queste regioni: Sardegna, Piemonte, Val d'Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Capirai, amico di destra, che in effetti è un pò controsenso parlare di terroni alla luce di queste notizie, no?
Amico di destra che cerchi di spaventarmi cercando di farmi togliere il lavoro, beh forse hai qualche problema di comprensione dell'italiano, visto che ti ho già ripetuto più volte che io non lavoro, men che meno in ospedale. E' quindi inutile che minacci di mandare a chissà chi a chissà cosa, perché io non faccio parte del personale ospedaliero, non sono iscritto all'albo, non lavoro, né al momento frequento l'ospedale né di Sassari, né di Alghero, né di Ittiri; giusto per nominarti gli ospedali più vicini alla mia città. Quindi dai, smettila di renderti ridicolo con false minacce, perché anche se sono divertenti, dopo qualche giorno stancano. Ah e non tirare in ballo fantomatici amici avvocati, perché rendi la cosa ancora più ridicola, sopratutto agli occhi di avvocati veri tipo il mio simpatico fratello, che è ancora capottato dalle risate dopo aver letto le tue minacce.
Amico di destra che mi riempi d'insulti mi chiedo: perché mi riempi di insulti? Non hai proprio alcuna argomentazione, alcuna idea, alcun proposito, alcuna voglia di confronto? Non c'è proprio nulla, oltre che il tuo odio e le tue male parole? Hai veramente così tanto tempo da perdere da spendere una mattinata intera a cercare di insultare me ed i miei lettori, perdendo quindi prezioso tempo lavorativo, sprecando così le tue mattinate come tu ci accusi di fare a noi terroni? Non hai nulla, ma proprio nulla da offrire al mondo, se non gli insulti, che per quanto fantasiosi e divertenti, rivelano solo quanto sei povero di anima e di spirito? Insulti che poi non mi tangono minimamente, sul serio. Sono solo parole sprecate, amico mio, perché le trovo veramente un sacco buffe, mi fanno morir dalle risate. Quindi, a che pro continuare? Vuoi per caso sfogarti perché qualcosa ti va male nella vita?
Che poi, apro una piccola parentesi: come qualcuno ti avrà fatto notare, non si capisce come mai ci siano tutti questi riferimenti ai cazzi ed alle inculate. Non è che sotto sotto c'è qualche desiderio nascosto? Non c'è nulla di male ad ammetterlo, sai.
Amico di destra che mi consigli alte letture quali Libro Cuore, I Promessi Sposi ed il Mein Kampf, ti dirò, di questi ne ho letti 2 su tre. Il libro cuore è stata una lettura appassionante, che ispira al sentimento nazionale. Però ti dirò una cosa che forse non sai: l'idea che sta alla base del libro cuore è quella di unire il popolo italiano in un unica grande nazione, non dividerla con pregiudizi nord vs sud. Il libro dei Promessi Sposi invece l'ho odiato; ho trovato le pagine ampollose, noiose, superficiali per quanto riguarda i rapporti interpersonali, di trama e di intreccio, e troppo prolisso. E' un ottimo romanzo storico, con una bellissima ricostruzione della vita di quel determinato periodo storico. Ma tutto lì.
Il Mein Kampf, ahimè mi manca. E' una lettura che in effetti ho sempre auspicato, ma non ho mai avuto occasione di leggere. Provvederò prima o poi.
Amico di destra, come puoi tu chiedere un confronto serio con me, prima insultandomi e poi insultando gli altri frequentatori di questo blog? Non è una cosa logica da fare, non ha senso. Un confronto, quantomeno un confronto civile, si fonda sul presupposto di esprimere le proprie idee senza offendere nessuno, offrendo il proprio punto di vista su un determinato argomento. Come pretendi che io possa confrontarmi con te, se la prima cosa che fai è insultare me o le persone che conosco?
In conclusione, amico di destra, fin'ora quello che hai comunicato è solo una sequela di insulti incoerenti e quello che mi hai provocato è solo un certo divertimento, che presto, come ogni cosa, è destinata a finire.
Cosa proponi di fare, dunque?
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Nonostante sfottere i fascisti e denunciare i blog razzisti sia un passatempo molto divertente, è bene far tornare il blog su binari più consoni alla mia dimensione cazzeggiatrice.
Torniamo quindi a parlare di Algherese ma sopratutto di Algheresi; oggi infatti vi spiegherò un po della flora e della fauna di Alghero parlandovi delle Greffe.
La Greffa, volgarmente detta, è un gruppo di persone che si trovano tutte assieme più o meno in uno stesso punto. Ovviamente la questione non è tutta qui, in quanto la greffa ha dei precisi rituali e precise predisposizioni geografiche e sociali. Per estensione comunque dire "Li ho visto tutti in greffa " o "C'era una greffa di ragazze", non implica che le persone di cui si parli facciano realmente parte di una greffa vera e propria, quanto si siano trovate tutte li assieme.
Dunque, cos'è la greffa? Certo, per estensione, come già detto, si parla di greffa come di un gruppo di persone ma più nel dettaglio possiamo affermare che la greffa è quel processo secondo cui un numero N di persone, non inferiore a 6 né superiore a 30, si ritrovi per un tempo variabile T, in un luogo X, per svolgere attività di varia natura.
Le greffe, come fenomeno, nascono all'alba dei tempi di Alghero, dove gruppi di Bravi si radunavano sotto ad un portone qualsiasi per parlare, lanciarsi coltelli e tutte quelle altre cose che facevano i Bravi nel 1500.
Ora le cose si sono evolute ma neanche più di tanto.
Quando ero giovane io, per esempio, nella greffa venivamo tutti con i nostri motorini truccatissimi (i cari vecchi e gloriosi Sì, o le mitiche Vespe 50 special con elaborazione polini 125), a sgommare, scarracciare (infinito. Io scarraccio tu scarracci egli scarraccia. Verbo indicante lo sputare in maniera particolarmente rumorosa e disgustosa. Sinonimo di Scatarrare.) e pomiciare.
Certo, i tempi sono cambiati.
Ora i giovani non hanno più i Sì e le Vespe 50 elaborate.
I luoghi di ritrovo delle greffe sono tipicamente 3:
- sotto un portone qualsiasi (generalmente per le greffe piccole, o comunque con poche moto da parcheggiare)
- In una piazza che sia poco frequentata dalle persone normali.
- In un qualsiasi slargo del marciapiede che contenga almeno una panchina.
E' bene precisare che le greffe si riuniscono sempre e solo nello stesso posto. Ai tempi d'oro, quando il fenomeno era molto diffuso, qualsiasi esponente di una greffa poteva andare nel luogo di ritrovo della sua greffa ad un ora qualsiasi del giorno o della notte e trovare comunque qualcuno con cui scambiare due chiacchiere.
A questo proposito, l'argomento degli esponenti delle greffe, può riassumersi essenzialmente in tre grandi categorie:
- le moto
- le risse
- le sbronze
a cui recentemente si è aggiunta anche una terza variante: la figa.
Le moto ovviamente sono le moto con cui i vari esponenti della greffa viaggiano: truccatissime, elaboratissime, se le senti da lontano sembrano delle Harley modificate, salvo poi mostrare la loro vera natura di cinquantini con la marmitta Giannelli. Ai miei tempi le elaborazioni colpivano perlopiù le Vespe mentre in tempi più recenti si elabora ogni tipo di motociclo: Typhoon, Zip, Sfera ed ogni sorta di cinquantino, che dalla sua cilindrata base (50, ovviamente) vengono portati ad estremi con una cura ed una maniacalità tanto da farle diventare quasi delle opere d'arte, non fosse poi che la carrozzeria di dette moto è talmente piena di adesivi per coprire i graffi delle cadute e di scocche spaccate, da farle diventare dei cessi su due ruote.
Ovviamente si parla di qualsiasi cosa riguardi le moto ed i motori: elaborazioni, ma anche curve, sgommate, pinzate (pinzate = forma intransitiva, vedi Pinzare, io pinzo tu pinzi egli pinza. Verbo indicante la frenata con il freno davanti della moto, dimodochè la ruota di dietro si sollevi in aria. E' una tecnica medio-base per gli esponenti di ogni tipo di greffa.) eccetera.
L'altro argomento tipico per le greffe sono le risse a cui si è partecipati.
Ovviamente ciascun esponente non racconterà MAI se le ha prese, ma tenderà a raccontare una versione educolorata della vicenda, fatta di belle principesse da salvare, in cui l'impavido eroe senza paura si erge in difesa dei più deboli. Poco importa che poi sia tutto il contrario, l'importante è che nel racconto ci siano scontri molto violenti dove il protagonista narrante ne esca sempre vittorioso.
Anche parlare di sbronze è alquanto frequente in una greffa: qualsiasi esponente infatti, se stuzzicato, parlerà a dovere e con fiero onore personale di quanto egli regga l'alcol, qualsiasi tipo di alcol, spendendo poi parole a profusione su questa o quella volta in cui ha dato il meglio di sé alcolicamente parlando.
Ovviamente ogni storia è rigorosamente esagerata nella sua accezione più comune, anche se si narrano casi in cui rari esemplari di esponenti di greffe reggano esattamente la quantità di alcol che dicono il loro corpo possa sostenere.
Infine, i recenti studi hanno messo in luce un nuovo argomento di contenzioso per le Greffe, ovvero la figa. Essendo però venuto a galla solo recentemente, i sociologi sono ancora indecisi se aggiungerlo permanentemente nella lista delle "argomentazioni papabili" delle greffe.
Le Greffe: l'esponente tipo.
Tipicamente, l'esponente qualsiasi di una greffa qualsiasi tende a vestire con Jeans, scarpe Cult con la punta in ferro, felpa col cappuccio, giubbotto blu scuro Alpha Industries e cappellino di varie marche o tonalità di colore.
Coloro che fanno a meno del cappellino, tendono ad impiastricciarsi la testa con un'abbondante dosaggio di gel per capelli (i tipici barattoloni da 2kg di colorazione giallo piscio o blu notte) in quanto, detti capelli, devono COMUNQUE essere perfettamente al loro posto appena ci si leva il casco.
Comportamenti, vita sociale ed accoppiamento.
Esistono vari tipi di greffe ma generalmente tutte seguono precisi modelli comportamentali e sociali.
Tendenzialmente le greffe cercano in ogni modo lo scontro fisico, sia con altre greffe, sia con comuni persone. Questo, forse, va ricercato nel fatto che in questa maniera, nel caso la rissa venga alfine scatenata, ciascun componente della greffa può dunque accrescere il proprio bagaglio culturale e sociale, per poter così raccontare nuove e mirabolanti imprese. Questa è una delle spiegazioni; l'altra è che, non avendo un cazzo da fare, attaccano briga perché così danno sfogo naturale alla loro esistenza inutile.
Negli anni d'oro delle greffe gli scontri erano quasi all'ordine del giorno, tanto che alcuni esponenti di greffe abitanti per esempio al quartiere della Pietraia (la Parrera, volgarmente detta), non potevano addentrarsi nel territorio di Sant'Agostino e viceversa. Le guerre furono innumerevoli, con vincitori e vinti ma alla fine le cose si acquietarono e la situazione ora è quasi normale.
Una abitudine però che gli esponenti delle greffe non hanno perso, è quella di stare seduti sotto ad un portone o attorno ad una panchina a guardare male la gente che passa ed a rispondere “Cazzo ti guardi coppà” al primo che risponde allo sguardo. E' un comportamento talmente insito nell'animo della greffa che oramai è impossibile sradicare.
Altra abitudine piuttosto diffusa nel mondo delle greffe è quella di sputare per terra (scarracciare) in mondo molto rumoroso e producendo una ingente quantità di saliva. Lo scarraccio può essere sia un intercalare, un intermezzo mentre si parla di moto, risse o alcol oppure uno sputo di disprezzo verso una persona non gradita che si trova a passare davanti alla visuale di uno o più esponendi della greffa o, infine, un semplice sputo.
Come già detto, la greffa ha un numero di partecipanti, sia in negativo che in positivo, piuttosto variabile (sopratutto nelle greffe che superano i dieci componenti) ed ogni nuovo membro può essere assimilato dai rimanenti solo ed esclusivamente in due modi: o è una donna (vista la penuria di figa tipica delle greffe, ogni donna è benaccetta), oppure si è amici di uno degli esponenti più anziani. E' in genere buona cosa per le nuove leve portare dei doni simbolici per qualche giorno, tipo un po' di fumo o meglio ancora dell'erba da fumare allegramente tutti assieme o informazioni preziose, tipo dove si nasconde persona x per poterla pestare, o dove poter rimediare il nuovo volano della polini a prezzo relativamente basso.
Essendo la penuria di figa quasi una costante nella greffa (con un rapporto di 1 donna ogni 4 persone), praticamente qualsiasi esponente di sesso femminile è benaccetto all'interno di una greffa. Esse possono dunque dividersi in due categorie ben distinte ma comunque sempre costanti:
- La donna figa che se la tira in maniera paurosa
- La donna brutta che se la tira ma non in maniera paurosa
Alla prima categoria appartengono tutte quelle ragazze di gradevole aspetto o forma fisica ma non necessariamente delle bellone, che possono permettersi di tirarsela perché oggettivamente carine. Esse, tenderanno a scegliere il maschio dominante della greffa quale loro compagno, il quale mai potrà sottrarsi al rituale di accoppiamento; scelta ovviamente decisa in base al mezzo di locomozione impiegata, di quale elaborazione è provvisto tale mezzo ed, infine, al numero di risse in cui è stato coinvolto anche se, è bene specificare, già queste due caratteristiche rendono il maschio della greffa dominante. Il maschio, per un forse primitivo ricordo insito nei propri geni, crede di accorgersi delle attenzioni della donna ed inizia la prima fase del corteggiamento con frasi tipo “Ayò tal fas una sunara?” che può essere tradotto come “Dai per favore, potresti darmi un piccolo bacio?”
La donna a questo punto, forte del potere acquisito verso il maschio, non si concederà ad un primo approccio, ma aspetterà uno dei successivi.
Quando il rituale di accoppiamento è dunque concluso con un tempo che può variare da una sera a una settimana, la femmina è ufficialmente proprietà del maschio, diventando praticamente una sorta di pupazzo o koala che sta perennemente appollaiata dietro la sella nel motorino del proprio uomo, anche quando questi smonta dal mezzo di locomozione. Lo status di donna del maschio dominante porta diversi vantaggi quali: difesa del proprio candore dalle altrui mani, siano esse di esponenti della stessa greffa, sia di greffe diverse, in qualsiasi ora del giorno e della notte anche non in presenza fisica del maschio dominante (gli altri maschi, in caso di necessità accorreranno subito in difesa della donna del maschio dominante), nonché l'invidia perenne e infinita delle rimanenti donne presenti nella greffa.
Di diverso approccio invece è la donna brutta che se la tira ma non in maniera paurosa.
Questo tipo di femmina, non necessariamente orrenda a vedersi, ha tra le proprie qualità, al contrario della figa che se la tira, un grado di troiaggine piuttosto elevato: se infatti la donna figa che se la tira spaventosamente segue un certo rituale di accoppiamento per riuscire a conquistare il maschio dominante, la donna meno figa, non potendo mettere le proprie mani sul maschio dominante, alterna le proprie attenzioni tra gli altri vari maschi della greffa non scegliendone uno in particolare, quanto più o meno tutti, in base al proprio grado di troiaggine. Per questo motivo il rituale di accoppiamento di questi esemplari, pur seguendo la falsariga di quello precedentemente descritto, è molto più semplificato durando perlopiù una sera. Ecco quindi che ogni settimana la femmina sceglierà un partner diverso con cui passare una o più serate.
Come si può facilmente capire, questo comportamento può causare alcuni problemi, di cui tratteremo nell'ultimo paragrafo dedicato alle greffe.
Nascita e morte di una greffa
Una greffa nasce solitamente in maniera pressoché spontanea; ancora non sono ben chiare le dinamiche della nascita di una greffa in quanto nessuno mai si ricorda come e perché ci si è giunti.
Teorie piuttosto recenti ma non ancora del tutto dimostrate, possono spiegare il fenomeno in questo modo:
un paio di amici un giorno si siedono su una panchina, ed iniziano a discorrere del più e del meno, non necessariamente di moto o di risse. Ad un certo punto, uno dei due chiede una sigaretta ad un tipo di passaggio, il quale si ferma dunque a scambiare due chiacchiere. A questo punto spunta fuori l'argomento motori & moto e chi più chi meno è ferrato sull'argomento. Infine i tre si aggiornano al giorno dopo in cui, ognuno di loro, mostrerà agli altri due il proprio mezzo di locomozione.
Ai tre, via via, si aggiungeranno gli amici di questo o gli amici di quello ed ecco dunque spiegata la possibile nascita di una greffa.
Per quanto le teorie sulla nascita siano spesso confuse e non consolidate da basi scientificamente provate, le teorie della morte di una greffa sono provate e dimostrate da anni ed anni di osservazioni.
Essenzialmente una greffa può morire per due motivi: può essere dispersa da un'altra greffa in via definitiva o, caso più comune, può scindersi di sua sponte.
La scissione in genere deriva dai dissidi che si vengono a creare naturalmente all'interno della greffa: la supremazia del maschio dominante può essere messa in discussione, oppure il maschio dominante può essere insidiato dalle attenzioni di un'altra donna o ancora più persone rivendicano l'appartenenza della stessa donna (vedi anche il paragrafo sull'accoppiamento).
Quando una greffa si scinde, è praticamente impossibile che venga poi riformata con gli stessi elementi di prima. I dispersi tenderanno a formare di per sé delle greffe o si uniranno a greffe già esistenti, ma sono rarissimi i casi in cui una greffa sciolta torni a solcare gli stessi marciapiedi con le stesse persone.
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Nel gergo di Internet, e in particolare di comunità virtuali come newsgroup, forum o chat, un fake (dall'inglese per "falso", "posticcio") è un utente che falsifica in modo significativo la propria identità.
Qui su iobloggo è facile creare fake, visto che si può mettere qualsiasi nome si voglia sui commenti o sulle tagboard, ma è altrettanto facile riconoscerli: basta vedere l'ip (cioè quei numeretti sotto la data), e sopratutto la scheda dell'user (che è il link affianco all'ip).
Se per esempio leggete un messaggio con il mio Nick, ma che ha scritto [Utente Anonimo] affianco all'ip avete beccato un fake.
Specifico sia per i lettori abituali, sia per i nuovi che si sono aggiunti dopo il post che invitava a far chiudere il blog fascista di 3 giorni fa.
Stateci attenti e non vi confondete, mi raccomando, hai visto mai che poi equivocate:D
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Costituzione Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Legge del 20 giungo 1952 n#645 (legge Scelba)
ART. 1
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista,
ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.
[...]
ART. 4
Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell'articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000 (1). Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni (4). La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa (1). La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell'articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del c.p., per un periodo di cinque anni (5). (1) La misura della multa è stata così elevata dall'art.113, quarto
comma, L. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell'art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (4) Comma così sostituito dall'art.4, D.L. 26 aprile 1993, n. 122. (5) Così sostituito dall'art.10, L. 22 maggio 1975, n. 152.
Edit.
Decreto-legge del 26 aprile 1993, n. 122
Art. 1 - Discriminazione, odio e violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi
1. L’art. 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, è sostituito dal seguente: Salvo che il fatto costituisca più grave reato, ai fini dell’attuazione della disposizione dell’art. 4 della convenzione, è punito con la reclusione da uno a quattro anni: a) chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale e etnico; b) chi, in qualsiasi modo, incita alla discriminazione o all’odio, o incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza, per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
2. La pena di cui al comma 1 è aumentata se il fatto è commesso col mezzo della stampa o con altro mezzo di propaganda, ovvero in pubbliche riunioni.
3. E’ vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione, all’odio o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da uno a cinque anni o, se l’organizzazione, associazione, movimento o gruppo ha tra i propri scopi l’incitamento alla violenza con la reclusione da due a sette anni. Le pene sono aumentate per i capi e i promotori di tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi.».
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