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sabato, 27 dicembre 2008
Momento epocale ieri quando, dopo un anno e mezzo, invece di alcolizzarmi mi son fatto una canna.
Eh, sono questi i piccoli piaceri della vita che si scordano facilmente.
Poi vabbè sono andato in tiro ma questo è un altro discorso:D
Stamattina facevo la valigia e mi son reso conto di quanto sia cambiato in questi anni.
Prima non avevo mai avuto alcun problema, mai, sapevo sempre cosa portare anche perchè il mio guardaroba era molto limitato. Ora invece, peggio che le donne ho TROPPA roba!
La valigia strapiena, ho passato 2 ore a incastrarci maglioni,maglioncini e pantaloni!
Ma dimmi te, mi sono indonnito.
Credo che questa sia la più famosa canzone sarda, nel senso che in qualsiasi posto della Sardegna andiate, se cantate questa presto si forma un coro di voci che vi accompagna:) Ho beccato questa versione live piuttosto recente (2007) ma la canzone è molto più vecchia; si sente un pò basso, ma basta alzare a palla per gustarsela a dovere. Buon ascolto:D
Ps di sotto ci ho messo anche la traduzione per apprezzare meglio il bel testo in sardo (che NON è algherese ma è una bella lingua lo stesso:P).
Kenze Neke - Entula.
Arziati entu e surva cummente mai ha'survatu
Entula! Entula su pruere anticu
Inferkittu in su coro de sos pessamentos
Poter gai incrinare s'iskina a sos ki han fattu lezze
Su disisperu e su dolore de s'animu sinzeru
(Non banda bene, tottu anda male. E tando como gherramus tott'impare)
Arziati entu e surva cummente mai ha'survatu
Entula! Entula su pruere anticu
Inferkittu in su coro de sos pessamentos
Poter gai incrinare s'iskina a sos ki han fattu lezze
Su disisperu e su dolore de s'animu sinzeru
(Non banda bene, tottu anda male. E tando como gherramus tott'impare)
De su mundhu s'han leatu su governu
libertade e fratellantzia hana abolitu
Tenimos ordines e doveres
segundhu sa volontade de sor meres
Pro disciplina cuntra de sas kimeras
anticamente han costruitu presones e galeras
Pro donzi ribelle hana istituitu
regulas e lezzes severas
E d'onzi pegus de s'umane gregge
assuggettattu l'hana cunforme a sa lezze
E d'onzi pegus de s'umane gregge
assuggettattu l'hana cunforme a sa lezze
Istitutu gai nos han sos omines fattores
pro dirigentes nostros de sos travallatores
Tzenturiones pro sor militantes
distintivos grados de superiore
Dendhe campus a duos partidos:
Meres e Servitores
E tando kie arat e tzapat
kie kene suore su pane si pappata
Non banda bene, tottu anda male. E tando como gherramus tott'impare
Non banda bene, tottu anda male. E tando como gherramus tott'impare
Ohhh Rivoluzione
(Arziati entu e surva cummente mai ha'survatu Entula! Entula su pruere anticu)
Oh-oh-ooh rivoluzione
Senza Colpa - Soffia
Alzati vento e soffia come mia hai soffiato
Spazza via, spazza via la polvere antica
penetrata fino al cuore dei pensieri
(per) potere così spezzare la schiena a chi ha fatto legge
La disperazione e il dolore dell'animo sincero
Niente va bene, tutto va male
e allora adesso lottiamo tutti insieme
Alzati vento e soffia come mia hai soffiato
Spazza via, spazza via la polvere antica
penetrata fino al cuore dei pensieri
(per) potere così spezzare la schiena a chi ha fatto legge
La disperazione e il dolore dell'animo sincero
Niente va bene, tutto va male
e allora adesso lottiamo tutti insieme
Niente va bene, tutto va male
e allora adesso lottiamo tutti insieme
Oh-oh-ooh rivoluzione
Del mondo s'han preso il governo
libertà e fratellanza hanno abolito
Abbiamo ordini e doveri
secondo la volontà dei padroni
Per disciplina, contro le chimere
anticamente hanno istituito prigioni e galere
Per ogni ribelle hanno istituito
regole e leggi severe
E ogni capo del gregge umano
l'hanno assoggettato conforme alla legge
E ogni capo del gregge umano
l'hanno assoggettato conforme alla legge
E ogni capo del gregge umano
l'hanno assoggettato conforme alla legge
Così hanno hanno posto gli uomini che creano
come dirigenti nostri - dei lavoratori
Centurioni per i militanti
Distintivi, gradi di superiore
Dando vita a due partiti:
Padroni e Lavoratori
E così (c'è) chi ara e chi zappa
(e) chi senza sudore si mangia il pane
Niente va bene, tutto va male
e allora adesso lottiamo tutti insieme
Mi pare che Striscia ci abbia fatto un servizio, comunque, visto che a me i cani piacciono mi sento quasi in dovere di passarvi questo link per una petizione per togliere quelle povere bestie da Ripalimosani, un canile in cui la parola è solo un eufemismo per le atrocità che vengono commesse.
Ma lasciamo stare le mie saghe mentali e torniamo ad argomenti più faceti.
Ho già parlato in una delle mie scorse lezioni della Mandronia, che è uno status di pigrizia mentale e fisica che colpisce l'algherese medio al 90% della sua vita sulla terra; oggi parlerò di altre due condizioni psichiche tipiche dell'algherese medio: la Llua e la Porra.
La Llua
Comunemente la Llua (si legge Gliua come "itagliano" o come "tagli") colpisce senza distinzioni maschi e femmine ed è quella condizione psicologica in cui la noia si uccide per disperazione ed il tedio ammazza moglie e figlio e si toglie la vita in modo doloroso. E' lo stato mentale di nullafacenza definitivo, accompagnato da una sorta di malinconia che contribuisce all'assenza di onde cerebrali nel cervello.
Non bisogna confondere la Llua con il banale tedio, o noia però; essa è un sentimento ben peggiore che anche un algherese doc come il sottoscritto ha difficoltà a spiegare; essa infatti è un frammisto di sensazioni tra loro simili, quali appunto noia, tedio e malinconia ma elevate all'ennesima potenza che portano l'individuo colpito ad una sorta di paralisi totale non solo cerebrale ma anche fisica che sfocia nel nichilismo più assoluto, l'annientamento dell'individuo inteso come tale.
La llua è quando per esempio siete seduti con la vostra greffa sul muretto della muraglia alle tre del pomeriggio e nessuno dice nulla, nessuno passa davanti a voi per poterlo guardare male (anche perché alle tre del pomeriggio chi cazzo vuoi che ci sia in giro) e vi rollate solo un cannone con poco gusto e state lì a passarvelo tra di voi ed a vegetare.
La sua reale pericolosità infatti è proprio questa: la llua non colpisce solamente il singolo individuo, ma interi gruppi di persone di numero variabile e può durare ore intere fino a che qualcuno non si alza dicendo "oh ma son rumpint lus cuglionz, ajò chi anem a fera nu poc de buldel" il che può accadere anche molto tardi all'interno della giornata.
La llua può facilmente essere curata ma di questo parleremo nel paragrafo riguardante...
La Porra.
La porra è uno stile di vita, un uno stato mentale tipico propriamente dei maschi, ma solo perché loro lo esternano platealmente, in quanto recenti studi hanno dimostrato che anche le donne sono delle porrose, solo che non si fanno scoprire. La porra, salvatrice dell'intera razza umana, nonché di piaghe d'afflizione che la colpiscono quali la Llua e la Mandronia, non è da confondere con la porra della lingua sarda (evidente scopiazzatura della nostra lingua madre) spesso al maschile (il porro), che non è altro che il vile spinello.
La porra, nella nostra madrelingua infatti è quel sentimento tipico che colpisce quelle persone che scopano molto poco. Quindi di riflessola porra è la voglia di scopare, moltiplicata per N ore passate senza avere un partner.
Gli studiosi hanno notato che un essere umano colpito dalla porra tenderà a trovare appetibili esemplari di sesso opposto al suo, proporzionalmente al tempo passato dall'ultima volta che ha fatto sesso. Ovvero: più tempo passa, più ti sembrano tutti/e fighi/e.
La porra non è propriamente una cosa nociva, dipendendo essenzialmente da quanto tempo ne si è afflitti: se dunque all'inizio una certa misura di porra può essere concessa ed anzi apprezzata dal sesso opposto (dicasi anche l'esser focosi), più inesorabile passa il tempo peggio ci si inizia a comportare e peggio si è socialmente visti.
C'è da dire comunque che essendo le pischelle algheresi tipiche donne che devono farsi desiderare (propriamente dette bagasse), il maschio medio algherese è, di riflesso, perennemente in porra. Porra che viene poi calmata con ampie dosi di grappa bevuta sul muretto della greffa o di ingenti dosi di cannabis consumata.
Con il passare del tempo comunque, il termine porra ha iniziato ad assumere significati anche diversi rispetto all'infojamento, venendo spesso accoppiato ad altre parole.
Se dunque sentite qualcuno dire "minchia c'ho bagassa di porra" non potete sbagliarvi nel ritenere che quello non scopi da un bel pezzo.
Se però sentite frasi come "c'ho caz una bagassa di porra di cannoni" oppure "bagassa di porra di un joint" potete star certi che il soggetto in questione non sta esprimendo il suo desiderio sessuale, quando più il desiderio di fumare un po di cannabis.
Porra quindi, se utilizzato da solo, significa tutto quello sopra descritto, mentre se accompagnato da un oggetto il suo significato mutua con l'avere il desiderio di quell'oggetto particolare.
Alcuni esempi:
oja caz a ma acara carò, tenc porra de qualchi cosa de fresco = oh cavolo, ma quanto fa caldo, ho proprio voglia di qualcosa di fresco.
Minchia caz, bagassa di porra de dolzus che mi sta salendo = acciderbolina, ho tantissima voglia di mangiarmi qualche dolce.
Ajò porchi deu, treumana achescia roba chi tenc bagassa di porra de magnà, ta matti deu = forza accipicchia, togli questa roba che ho proprio molta fame, perdincimbacco.
Che poi io non mi sento particolarmente vecchio però mi rendo perfettamente conto che alcune cose che prima facevo, ora non le faccio più perchè o mi sono impigrito o veramente il mio fisico non mi sta dietro. Tipo, oramai è molto molto raro che faccia più delle 3 del mattino quando esco a sbronzarmi, in genere mi rompo le palle ad una certa ora e me ne vado a casa.
Poi magari vedo le pareti sciogliersi mentre sto a letto, visto che non ho il tempo per farmela passare come facevo prima (sennò che resti a fare fino alle 9 del mattino in giro, se non per farti passare la sbronza e dormire in modo dignitoso?)
E' che probabilmente non mi ci vedo più ad addormentarmi dentro un portone perchè non riesco a guidare. Prima lo facevo, ora no; anzi non mi riduco oramai più così tanto male da non riuscire a guidare (o a stare dritto mentre cammino).
Sarei curioso di andare ad un concerto e vedere quanto riesco a resistere prima di stancarmi. Mi ricordo che qualche anno fa ci fu un concerto fantastico in quel di Thiesi Porno Riviste + Hormonauts e stetti per tutta la durata delle canzoni di entrambi a ballare, pogare e scatenarmi.
Per non parlare di quella volta che andai a vedere gli Ska-P; ora c'è la mezza ideuzza di andare a Madrid (santa Ryanair ed il diretto Alghero-Madrid) apposta apposta ma chissà se riuscirei a reggere.
Eh.
Quando avevo 18 anni ero arciconvinto che tutti quelli che avevano dai 30 anni in su fossero delle teste di cazzo. Ora che mi ci avvicino pure io ai 30 beh, penso ancora che siano delle teste di cazzo, ma li capisco di più.
Lo spirito è forte, lo spirito è sempre quello. Ma ahimè il fisico inizia a non essere più tanto prestante.
Dopo questo post comunque la smetto (forse) di scrivere queste cose sulla gioventù appena trascorsa. Sono le feste, continuo a ripetermelo; sono le feste che mi fanno un effetto così strano, il tempo che passa inesorabile, la mia vita che si spreca un minuto alla volta. Lentamente ed inesorabilmente mi scivola via dalle mani.
Non so, forse ho solo qualche rimpianto ma non riesco ad afferrare ed a capire riguardo cosa.
Non mi sono divertito abbastanza? Non ho fatto abbastanza quello che volevo? Non ho realizzato nulla?
Forse è semplicemente che sono cambiate davvero tante cose anche piuttosto rapidamente nel giro di quest'anno ed ora che l'università sta per finire si sta chiudendo un capitolo della mia vita e stanno finendo tutti i miei sogni di gioventù che verranno riposti nel cassetto; io ci spero, spero che sia sempre mezzo aperto e non chiuso a triplice mandata.
E poi in serate come questa, dopo che mi e ci siamo sfondati a mangiare come porci mi vengono in mente le cose più strane.
Prendo una sigaretta dal pacchetto che sta lì in salotto, me la porto alla bocca ed inizio a scrivere, così, di getto. Neanche l'accendo, sta solo lì che pende fra le mie labbra. E nel frattempo ripenso ad alcune cose che mi sono capitate anni ed anni fa.
Sono forse un pò nostalgico.
Sono lì lì per accenderla, poi ci penso e la rimetto dentro il pacchetto.
Sotto le feste divento strano.
Mi viene da ripensare al passato, a me con una spranga in mano sopra il cofano di una macchina ed i pantaloni sporchi di fango, o a me che da ubriaco vengo portato in giro su una macchina della polizia.
E poi ripenso ad oggi, mentre stavo ascoltando una canzone che penso "ah ma ma R, la mia collega, si deve laureare me l'ha detto l'altro giorno quando ci siamo parlati. Oppure mi sono solo sognato di averla incontrata mentre andavo all'Euro spin?" ancora adesso ci penso e non so se R l'ho vista davvero o me la son sognata. Non sono sicuro di R, però mi ricordo ancora di quel viaggio sulla macchina della polizia e mi ricordo ancora della faccenda della spranga.
Con l'età divento sempre più rincoglionito e le feste mi peggiorano l'umore. Basta vedere tutti i post che ho scritto su questo blog durante questo periodo; sempre peggio, ogni anno.
E' strano lo so.
Eh si che ho smesso da tempo di chiedermi se sto impazzendo, perché è normale che mi veda sempre più pazzo di quello che sono; o che gli altri mi vedano molto più pazzo di quello che sono. E quindi alla fine ci ho rinunciato concordando con me stesso di essere pazzo perlomeno per una buona metà.
Lo so questo post non ha senso; come molte cose d'altronde, ma non stiamo qui a rifletterci sopra, dopotutto solo solo le mie seghe mentali, come sempre è stato da che ho iniziato a camminare.
Una canzone elitaria, nel senso che la conoscono solo in pochissimi. Comunque notevole, mi piace veramente un sacco. Che poi come mi stavano effettivamente facendo notare, Tommi assomiglia veramente troppo ad Azuz Marzuk :)
Tommi e gli Onesti Cittadini - Colpi
I colpi che mi dai quelli che mi han già dato
mi han spinto fino a qui chissà se mi han cambiato.
È un'educazione a spigoli in un mondo ottagonale,
non significa niente ma spesso mi fa male.
Ma tanto… E' un attimo…
Accendono i miei colpi come accendo le canne
E poi… fuoco!
Accendimi…
Ma i colpi che ti spingono dalla culla nella tomba
li ho visti alla pubblicità, valigie a doppio fondo.
È un'educazione a spigoli limata con saggezza,
coi colpi che mi dai attenti che si spezza.
È Un attimo… È un attimo...
Sai almeno che se ti sbatti ce nè, se ne vuoi un po’ di più dove vai…
Poi scegli tu io ti ho detto com’è, non dipende da te e non dipende da me.
Ma i colpi che mi dai quelli che mi han già dato
mi han spinto fino a qui chissà se mi han cambiato.
È un'educazione a spigoli in un mondo ottagonale,
non significa niente ma spesso mi fa male.
Ma adesso… accendimi…
I colpi non mi annegano, mi tengono a galla e poi… fuoco e fiamme!...
Che accendano i miei colpi come accendo le canne…
Poi...
È un attimo... È un attimo...
Sai almeno che se ti sbatti ce nè, se ne vuoi un po’ di più come fai…
Poi scegli tu io ti ho detto com’è, non dipende da te e non dipende da me.
Che poi sono queste le giornate tipo in cui non ho voglia di sentire nessuno e di avere solo un pò di coccole e qualche bacio così, senza impegno, solo per acciambellarmi accanto a qualcuno come fa il mio gatto quando viene sul mio letto.
Sono le tipiche giornate semi inutili in cui non c'è la voglia di fare niente di costruttivo, solamente starsene un pò per i cazzi propri a farsi qualche sega, sia mentale che non.
Le tipiche giornate in cui riprenderei volentieri a fumare o in cui mi farei volentieri mezza cassa di birra (ma solo mezza che sennò poi si esagera) e stare in poltrona a vedere un film o a rompermi le palle in qualche altra maniera.
Sono le giornate così che passano inutili e leggere, senza nulla di realmente interessante da vedere o da fare, ma solo per rilassarsi o per non fare un cazzo, o solo per noia; la noia, ecco la parola magica. Ore ed ore ad ascoltare le stesse tre o forse quattro canzoni, e poi uscire e rimettere sullo stereo dell'auto quelle stesse tre o quattro canzoni a volume altissimo per potermele ricantare a squarciagola.
Un mare di noia e basta, una fatica immane, uno sforzo indicibile per concludere questa serata, senza aver realmente realizzato nulla di nulla di nulla.
Voglio solo qualcuno qui con cui assopirmi sul letto.
Saranno le feste a farmi questo effetto di nostalgia frammisto a noia e catalessi?
Dentro ogni persona sana c'è un folle che lotta per venire fuori. E' quanto ho sempre pensato. Nessuno impazzisce più alla svelta di una persona completamente sana.
Iniziamo col dire una cosa: io ho 27 anni.
E' strano pensarci, perchè mi sembra ieri che ne avevo 10 di meno ed ero in gita a Venezia (e qui c'è la testimonianza di quanto fossi un sacco gnocco a 17-18 anni; ma proprio tanto, te lo giuro) ed ero un giovane brufoloso ed arrapato che si faceva la figlia del preside.
Eh, come vola il tempo.
Non mi va di essere nostalgico, però non posso fare a meno di pensare a quanto sia cambiato nel giro di dieci anni.
Oggi dovrei avere quella che tutti dicono dovrei avere la cosiddetta "responsabilità sociale"; dovrei laurearmi e mettere su casa casina e casetta e sfornare tanti bei munkyini con cui impestare questo mondo.
E' che a volte mi sento vecchio. Cioè sono un giovane vecchio.
Ci son periodi che non c'ho un cazzo di voglia di uscire di fare qualcosa, niente nada zero nisba. Poi ci sono volte in cui invece voglio spaccare e non posso per forza maggiore, indipendente da me.
Non so, se ci ripenso a mente fresca so che mi son calmato (e molto) nel giro di pochissimi anni; forse ho messo la testa a posto, chissà; sta di fatto che non faccio più certe cose (alcune anche scritte qui a più riprese) perchè non era salutare farle, nè per me nè per quelli che mi stanno attorno.
Una volta qualcuno mi disse che ero una bomba pronta ad esplodere e che se non fossi stato attento avrei fatto esplodere e trascinato a fondo anche qualcuna delle persone che mi stavano più vicino.
Non sono mai esploso per fortuna, ho spento la miccia poco prima che diventasse un problema ed ho risalito la china; con le mie sole forze, con i denti e con le unghie, ma ce l'ho fatta sono tornato sui binari giusti.
I walk the line.
Qualche sera fa ne parlavo con un'amica; si diceva a quale marcia è ora impostata la mia vita. A pensarci, facendo un paragone col passato, ora come ora è in quarta, poco più che una via di mezzo.
E, dicevo, non sarebbe male, ora come ora, darmi una settimana o anche un mese per scalare di qualche marcia e tornare in sesta o in settima, e schiacciare fino in fondo tutto l'acceleratore; a tavoletta come tanti anni fa.
Solo che al momento non si può per essenzialmente due problemi di fondo: 1) so cosa comporterebbe tornare a fare quella vita anche se per poco. Il rischio di passare dal divertimento all'abuso è molto alto e forse il gioco non ne vale la candela. 2) avrei la forza di reggere nuovamente?
Questi sono essenzialmente i miei due problemi principali. Se ci fosse un modo di fare qualcosa, qualcosa di grandioso, qualcosa che mi permettesse di tornare per un ultima volta ai 200 all'ora senza avere conseguenze lo farei anche subito. Ma non c'è, non in questa vita almeno.
E' strano lo so.
Mi sono odiato quel periodo, sono caduto a livelli che mai credevo che avrei potuto raggiungere; eppure eccomi qua, cinque, forse sei anni dopo a rimpiangere una parte di quei momenti, a rimpiangere l'assenza di responsabilità e lasciarsi solo andare sempre di più, sempre più in là, oltre i confini di ciò che è giusto, di ciò che è sbagliato; andare semplicemente oltre, lasciarsi trasportare dalla corrente, alla deriva senza uno scopo, senza una domanda, senza un futuro e senza risposte. Galleggiare semplicemente sopra la superficie di tutto, lasciarsi il resto alle spalle e correre, correre sempre più veloce, fare il pieno di benzina e dare gas al motore, sentendo il rimbombo che mi provoca nella testa, il vento fra i capelli e l'assoluta e totale libertà senza vincolo alcuno e senza alcun freno inibitorio. Senza nessuno, senza niente a sbarrarmi la strada; libero di andare a schiantarmi ai 300 all'ora sul fondo della mia anima.
E' una tentazione irresistibile e chi mi conosce lo sa che non ho mai saputo resistere alle tentazioni; ne ai vizi, d'altro canto:)
Mi sta venendo la crisi di mezza età a 27 anni.
Che cosa triste.
* non cercate di trovare un senso al titolo di questo post, perchè tanto ce l'ha solo per me.
Non esiste una donna che non ami il Bailey's.
Se esiste, non è una donna.
E' assioma radicato nel DNA femminile, come le mestruazioni o l'incazzatura per il tubetto di dentifricio spremuto a metà o il tappo del flacone di shampoo lasciato aperto.
Avevo promesso un post sulle crisi (e crasi) degli uomini ed ecco infatti che puntuale mantengo la mia promessa parlando di tutt'altro, ovvero le palestre.
Mi sono iscritto in palestra e l'ho frequentata per un mese e posso dunque iniziare a tirare le mie somme.
Le persone che vanno in palestra possono tranquillamente dividersi in tre categorie: i truzzi, i ciccioni e le donne. Non a caso quando mi son presentato io, qualcuno mi ha detto che sono l'essere meno adatto alla palestra che avesse mai visto in vita sua, l'antitesi della palestra.
Le prime due categorie di persone sono nel 99% dei casi uomini (ma và?) i quali o vanno lì per perdere almeno un po di peso (nel caso dei ciccioni) o per far vedere il nuovo tatuaggino figo (i truzzi).
Davvero, non esistono altri personaggi.
Le palestre sono un luogo essenzialmente maschile e non me ne vogliano le donne perché loro, nell'intimo lo sanno. Non a caso, quando una donna si iscrive in palestra va a fare step o fitboxe o tutte quelle altre cose che un vero palestraro non farebbe mai neanche sotto tortura.
Quindi essenzialmente il vero palestraro doc è un truzzo di quelli all'ennesima potenza, che si crede un sacco forte ed un sacco figo perché c'ha sia i muscoli che i tatuaggi.
E' aberrante il clima della palestra.
Tutti questi uomini testosteronici che fanno a gara a chi ce l'ha più grosso, che si misurano l'uccello un po come se dovessero passare un concorso; mi fanno quasi tristezza davvero.
Oltretutto sembra un concorso di bellezza maschile: ci sono quelli che fanno a gara per comprarsi le cose più di marca possibile, addirittura i guantini firmati. Allucinante.
Senza contare che il 90% sono pure dei fascistelli dell'ultima spiaggia (c'era uno che veniva con la maglietta "Meglio morto che rosso" ed ogni volta volevo tirargli qualche manubrio alla schiena) il quadro non è esattamente esaltante.
E perché io continuo ad andare in palestra? Essenzialmente perché voglio buttare giù un po di pancia nient'altro, davvero. Di mostrare i miei tatuaggi, di scolpirmi il fisico non me n'è mai fregato un cazzo. Ma questi, questi che hanno muscoli al posto del cervello, che si sono scolpiti anche il buco del culo, mi suscitano un misto di ribrezzo e di pietà.