NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO.

Chi Sono

Nome: Munky
Residenza: Alghero
Lavoro: Quasi Infermiere
Contatti: Mail
Msn: munky@tiscali.it
Fissazioni: Sable
Hobby: Bere


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martedì, 27 gennaio 2009

Come qualcuno di voi avrà notato, è un po che latito da questo blog. Principalmente il mio tempo libero viene equamente distribuito tra Facebook (ebbene si, anche io ci sono cascato: essendo un ottimo modo per perdere tempo ed essendo io un maestro in tale disciplina, non mi sono certo lasciato scappare l'occasione), noia e cene + film con amici.

E' un periodo un po così, del cazzo.

Mi sveglio la mattina, cerco di fare del mio meglio con la poca concentrazione che ho per studiare, poi arrivano le 13 e penso che potrei scrivere un post; così apro iobloggo e sto lì a fissare il foglio bianco per una decina di minuti senza riuscire a pensare a qualcosa di interessante da scrivere.
E' curioso notare come l'anno scorso, in questo stesso periodo, ero pieno di voglia di fare, avevo iniziato a correre ed ero lanciatissimo nel buttarmi a capofitto in mille cose; ora invece è tutto il contrario.
Sono involvente, scazzato, annoiato da tutto. Questo duemilanove è iniziato, a capodanno, sotto un segno del cazzo e questo flusso negativo si è protratto per tutto gennaio.
Ogni giorno ce n'è una nuova, sia che riguardi la sfera personale, emotiva, familiare, di amicizia o semplice sfiga. Le rotture di balle, le discussioni da più fronti sembrano non avere fine.
L'ultima novità è che non sto dormendo; è infatti qualche giorno che vado a letto all'1 e sto lì a leggere o a rigirarmi nel buio con gli occhi completamente spalancati, cercando di prendere sonno ma non riuscendoci; almeno, non prima delle 5. Ovviamente continuo a svegliarmi alle 9 e mezza, quindi sto dormendo la media di 3-4 ore a notte.
Ma non è solo questo.

Ultimamente la mia capacità di assorbire gli urti e lasciarmi scivolare tutto addosso sta subendo un grave tracollo.
Questa abilità, di cui io sono maestro, è stata forgiata in anni ed anni di cicliche rotture di coglioni da parte dei miei e peggiorata con l'avanzare dell'età e del tempo. Qualsiasi discorso o critica o rottura di balle che cerca di colpirmi, io riesco tranquillamente a lasciarla scivolare via, come se stessi togliendo un po di polvere dai vestiti.
Se da un lato tutto questo mi risparmia delle terribili seccature con persone di cui non me ne frega nulla o da sterili discussioni si protraggono da anni ed anni con lo stesso identico disco rotto che ripete la stessa cosa (genitori docet), dall'altro mi fa sembrare agli occhi di chi mi conosce una persona cinica, menefreghista ed indifferente verso tutto e tutti; affermazioni queste su cui non mi trovo sempre d'accordo in quanto non mi reputo un menefreghista o cinico, perché ad alcune cose io ci tengo e molto anche; ma questa forma di autodifesa che ho sviluppato fin dalla tenera età di 15 anni, ha nel suo rovescio di medaglia il fatto di non saper poi dimostrare il contrario, cioè di quanto mi importa delle cose o delle persone che fanno parte della mia vita e da cui sarebbe veramente difficile staccarsi, di quelle persone importanti e senza cui la mia esistenza sarebbe tristemente vuota.

Ultimamente però alcuni fatti, alcune discussioni, stanno iniziando a scalfire questa spessa corazza di cui mi son ricoperto nel corso degli anni; i problemi arrivano da più fronti simultaneamente ed ecco dunque spuntar fuori alcune paure, alcune insicurezze che ho sviluppato nel tempo grazie all'"aiuto" dei miei familiari.
E' un frammisto di malinconia, noia, scazzo e rotture di balle. La sensazione che per alcune cose si è veramente impotenti e si può solo rimanere a lato della strada ad osservare senza poter intervenire in alcuna maniera. La sensazione di essere sempre e comunque inadeguato; qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa dica non va bene, è inconcludente, è inutile. E e questo mi pesa e mi viene fatto pesare.
Discussioni, litigate, urla ed ancora discussioni, conversazioni che paiono tranquille ma i cui argomenti sono decisamente scottanti, i cui argomenti feriscono e fanno incazzare; sfuriate, indifferenza ed ancora discussioni e litigate che paiono interminabili.
Ecco cosa mi sta riservando il duemilanove da capodanno a questa parte ed io sono già stanco di quest'anno iniziato male e che sta proseguendo malissimo.
Sono stanco di certi discorsi, stufo di dover vivere sempre la mia vita a metà, senza soluzione di continuità, stanco che mi facciano pesare tutti sempre le stesse cose, di essere ferito anche da persone che non mi aspetto mi feriscano.
E così ecco che inizio a vacillare.

Ed attenzione: anche se sembra che mi stia compatendo non è così.
Sto solo facendo il punto della mia situazione, di come mi sento al momento, senza per questo autocommiserarmi o facendo la vittima.
Mi consola sapere solo che dopo la bufera arriva sempre il bel tempo; ma questa bufera sembra veramente interminabile, a volte. A volte sembra davvero che non passi mai.

27/01/2009 12:12 | commenti | commenti | link |
donne, cazzate, scazzo, 2009

sabato, 24 gennaio 2009

Le donne passano metà della vita a cercare l'uomo perfetto e, quando lo trovano, passano la restante metà a cambiarlo secondo i loro gusti.

24/01/2009 16:02 | commenti | commenti | link |

lunedì, 19 gennaio 2009

Forse l'avete già capito da tempo, ma comunque io sono figlio di uno dei geni della rinascita economica italiana del dopoguerra.
Sono figlio di uno che dal niente ha costruito tutto, dal niente s'è laureato due volte, ha messo su casa, ha avuto un lavoro dirigenziale presso una struttura regionale, ed ha fatto i soldi necessari per, non dico essere ricchi, ma quantomeno vivere dignitosamente.
Ha fatto due figli di cui uno che ha seguito le orme paterne, s'è laureato col massimo dei voti in una università privata di gran prestigio in quel di Roma, ed ora, dopo sudatissimi anni di studio, fa l'avvocato presso un prestigioso studio legale; un figlio di cui essere fieri di cui andar costantemente orgogliosi che s'è realizzato, che lavora e che continua a stare a casa ad essere trattato da principe.

E l'altro, beh... l'altro figlio sono io.

Il fallimento del self made man.
Io che sono nato negli anni ottanta e che non ho assolutamente nulla a che spartire con la generazione della rinascita economica del dopoguerra.
Io non vedrò raddoppiare il valore della mia casa, non avrò gli stessi problemi che i self made man avevano nel dopoguerra.
Ma giuro, giuro che se mai avrò un figlio, non mi comporterò mai come questi stronzi della rinascita economica.
Sto iniziando ad odiarli, a disprezzarli profondamente perché sembrano tutti fatti con lo stampino; loro hanno contribuito alla ripresa dell'Italia, loro hanno visto il 68, hanno visto le stragi di stato, loro hanno assaggiato la vera libertà, mentre noi, povere teste di cazzo, non solo non abbiamo fatto una briciola di quello che hanno fatto loro, ma campiamo alle loro spalle calpestando quella stessa libertà che essi stessi hanno dimenticato 30 anni fa; sono diventati uguali, identici a quegli stessi poteri che disprezzavano in gioventù.
Sono prontissimi a trattare come pezze chi delude le loro aspettative, non rendendosi minimamente conto e non preoccupandosi che le loro aspettative, per noi non contano assolutamente nulla.
Forse mio padre voleva che anche io studiassi legge, questo non lo so. Di certo vorrebbe che me ne andassi di casa.
Ma io sono solo un esempio; di questa gente, di questi buffoni ne conosco a bizzeffe. Sono tutti figli degli anni 40 e tutti che sono uguali gli uni agli altri; che non hanno spirito d'iniziativa (evidentemente hanno perso anche quello assieme alla loro dignità), e che fanno di tutto per distruggere a suon di bulldozer qualsiasi strada si discosti da quella che hanno già tracciato nelle vostre vite.
Purtroppo noi figli di questi self made man siamo veramente tanti, forse troppi. Io personalmente ne conosco molti e so, so veramente come ci si sente ad essere continuamente disprezzati da questa gente.

Fregatevene, cercate di tirare avanti e provate ad uscire dalle loro vite; dopotutto loro non vi vogliono e noi non li vogliamo ed è giusto così.

19/01/2009 18:59 | commenti (1)| commenti (1) | link |

mercoledì, 14 gennaio 2009

Penso che chi più chi meno vi siate accorti che son tornato. Sarà che sto semrpe su feisbuk e su msn?
Beh stavolta son partito e tornato senza trilli di trombe e squilli di tamburi, insomma eccomi qua.
In teoria di cose da raccontare potrei averne moltissime, però non mi va di farlo in questa sede. Però devo dire che son tornato con qualche bella idea per qualche post caruccio, con la complicità, ovviamente, di tutto quello che ho vissuto in questo mese.
Al mio ritorno ovviamente, come al solito, tempo 2 minuti e già volevo andarmene via di casa nuovamente, è bastato che il mio tenero paparino aprisse la bocca per farmi desiderare di alzare i tacchi e prendere un'altro aereo per una qualsiasi destinazione a caso nel mondo ed oltre.
Eh, son cose.

Poi vabbè ieri subito subito pizza & Risiko con gli amici (ehssì, in sto periodo gira così, coi giochi da tavolo comprati per l'occasione, che volete che vi dica...) con un paio di bottiglie di vino a testa di cui almeno una a stomaco completamente vuote. Non a caso mi sono alzato alle 7 del mattino con mezzo svarione.
Eh, son cose.

Poi vabbè durante le vacanze, tipo 2 giorni dopo la partenza, ho perso il mio bellissimo portafoglio. Per fortuna non c'erano soldi dentro (li avevo tolti quello stesso pomeriggio, guarda te che culo), però ho perso tutto il resto ovvero: patente, libretto universitario postepay e quant'altro.
Per puro culo io non porto la carta d'identità dentro il portafoglio (essenzialmente perchè avendo già la patente non mi serve, la tiro fuori solo quando devo prendere qualche volo di Mammaryanair che è una rompicazzo coi documenti e la patente non la vuole) sennò partire sarebbe stato beh, piuttosto difficoltoso.
Ma la vera, verissima seccatura è stato dover rifarsi la postepay. Non immaginate la sequela di sfighe allucinanti, di file alle poste, di rotture di ballo per farmi nuovamente la carta. Quando ero in giro per l'Italia non potevo rifarmela perchè non avevo il codice fiscale originale (e sottolineo originale) perchè ai simpatici omini della posta non bastava avere il mio codice fiscale. No. Loro DEVONO farsi LA FOTOCOPIA CAZZO!
Fanno la FOTOCOPIA della tessera sanitaria! Cioè avrei capito se la l'avessero dovuta passare su una striscia magnetica ma no! La FOTOCOPIA!
Per ovvie ragioni appunto, mentre ero in giro non ho dunque potuto rifarmi la postepay, nonostante le interminabili file alle poste per 1) fami spiegare che dovevo fare 2) recuperare dati e quant'altro 3) provare appunto a rifar la carta senza codice fiscale originale.
Ed eccomi dunque ad alghero che armato di tutto punto, ieri, vado in posta con tutto il necessario e quando arriva il mio turno... La tipa mi dice che ci vuole la denuncia dei carabinieri che io ho fatto ma che ho scordato a casa.
Bestemmie & ritorno in posta & nuovamente fila.
"No guarda son finite le postepay tipo 5 minuti fa"
E già qui qualcuno mi suggeriva che ero sotto una macumba o una strana maledizione portasfiga.
Stamattina mi presento all'ufficio postale e non c'è nessuno chiedo "avete postepay?" ovvio che la risposta sia no.
Ergo, vado in un altro ed anche lì niente.
Alla fine mi presento all'ultimo ufficio e EUREKA lì le hanno!
Spiego tutto quello che voglio fare  e la tipa mi dice "ed il numero della postepay ce l'ha?" Ed io ovviamente non ce l'ho. Perchè, altrettanto ovviamente nessuno me l'ha detto che serviva il numero della postepay.
Ebbeh.
Stupido io che ho dato per scontato che presentando i miei documenti quelli dal pc risalissero al mio numero.
Esco dalle poste, rapido giro di chiamate per recuperare sto benedetto numero e rientro. In mia assenza (5 minuti o giù di lì), da vuoto che era ecco spuntar fuori 20 persone in fila.
Ed, altrettanto ovviamente, quando tocca quasi a me, i terminali si inchiodano.
Eh, son cose.

Alla fine la postepay nuova fiammante ce l'ho, l'ho fatta è in mio possesso. La cosa bella è che la tizia mi ha detto che non aveva bisogno della denuncia dei carabinieri.
Eh, son cose.

14/01/2009 14:43 | commenti | commenti | link |
cazzate

lunedì, 12 gennaio 2009

Ci sono momenti nella vita in cui ti senti triste, per una serie di ragioni; triste perchè il tuo paese va puttane, perchè magari litighi con la tua morosa o perchè ti è morto il cane.

Poi vedi cose come questa ed il mondo inizia a sorriderti:

 

12/01/2009 12:53 | commenti | commenti | link |
cazzate

domenica, 04 gennaio 2009

Dio crea gli uomini tutti uguali, ma fuori dall\'utero comincia a fare favoritismi.

04/01/2009 14:56 | commenti | commenti | link |

domenica, 04 gennaio 2009

Ooooooja.

04/01/2009 13:08 | commenti | commenti | link |