NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO.

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Nome: Munky
Residenza: Alghero
Lavoro: Quasi Infermiere
Contatti: Mail
Msn: munky@tiscali.it
Fissazioni: Sable
Hobby: Bere


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lunedì, 18 maggio 2009

Chi legge questo blog sa che non mi sono mai tirato indietro quando s'è trattato di bere e di mangiare oltremodo fuori misura; posso dunque vantare una certa esperienza nel settore, semplicemente per il fatto che io (ed i miei amici) siamo essenzialmente senza limiti. Certo, a pensarci bene forse non è una cosa di cui ci si debba per forza vantare, ma tant'è...

E' che, come dico sempre: non sono io che sono un alcolizzato, siete voi che non bevete un cazzo.
Oltretutto, lo sapete, sono sardo e si sa che i sardi bevono. A parte che siamo la regione italiana con il più alto consumo pro capite di birra, ma qualche anno fa abbiamo perfino superato l'Irlanda. La cosa non stupisce se ci si spinge un attimino verso l'entroterra sardo.

Ma comunque non è degli usi e costumi di noi sardi che volevo parlare (anche se mò me lo segno per un post futuro); era solo per farvi capire che qui è un fatto culturale bere anche fino a sfondarsi.
Come ho detto prima posso vantare una certa esperienza nel settore, data da anni ed anni di sbronze: cattive, buone, vomitose, allegre eccetera eccetera; credo di averle provate tutte.

E' un po di tempo ci rimugino sopra e sono giunto a stilare alcuni punti fermi di una serata alcolica, alcune linee guida per così dire che seguo per non rovinarmi la nottata passandola sul cesso a sboccare.
Partendo da questo, mi sono detto, perché non farne un post? E quindi eccomi qua.

Terminata questa lunga premessa, veniamo al sodo ovvero: come prendersi una bella sberla alcolica e sopravvivere alla nottata.

Altra piccola premessa: la terminologia

accensione = sbronza generalmente intesa di lieve entità
acceso come il fango = sbronza di alte proporzioni
caricarsi l'asino = sbronzarsi ad altissimi livelli
scantonare = deviare dai normali processi logici, avere il cervello che non connette benissimo
svampurare = farsi passare la sbornia

Consideriamo una cosa: si può o meno  decidere prima se quella sera la si vuole passare bevendo oppure può semplicemente succedere senza che lo si programmi di sbronzarsi, è una cosa naturale. Questi consigli valgono per entrambe le situazioni; bisogna però riuscire a capire quali sono i propri limiti, quanto il vostro corpo regge l'alcol.
Se bevo, mi accorgo sempre quando raggiungo il limite, superato quello inizio a straparlare ed a non capire più un cazzo di quello che mi succede. Superato quel limite beh, diciamo che si va incontro ad una sbronza colossale, cosa non auspicabile se siete persone che reggono poco l'alcol o che odiano i postumi.

Innanzitutto è bene sempre aver mangiato prima di iniziare a bere, o comunque mangiare durante. A stomaco vuoto l'alcol sale prima nel cervello e scantonare diventa molto facile. Meglio quindi avere il "tappo" come si suol dire qui, con qualsiasi cosa vi capiti sotto mano per mettere qualcosa sotto i denti. Iniziate a bere con robe leggere, tipo birra (ma attenzione che gonfia il pancino e chiude lo stomaco) o spritz (con l'Aperol, perché con il Campari vi uccidete molto in fretta) o comunque un aperitivo leggero.
Dopo che ve ne siete fatti 3-4 potete passare ad un livello superiore di gradazione alcolica.
C'è qualcuno che vi dirà che mischiare diverse bevande fa malissimo, ma in realtà non è proprio così. Essenzialmente, se siete di bocca larga mischiare non fa male, vi fa solo sbronzare leggermente più velocemente, ma questo è quanto.
In questa fase di bevute è importantissimo andare per gradi e gradazioni alcoliche, rispettando la scala in salita ma NON quella in discesa.
Per esempio, iniziando la serata bevendo birra (diciamo 2-3), potete proseguire con un paio di Campari e vino e poi passare ai cocktail ed infine alle grappe o al rum. Mai, passare di livello in basso!
Se siete arrivati a bere grappa, non scendete di livello, le conseguenze potrebbero essere di gravi scantonamenti.
Altri accorgimenti sono basilari ma fondamentali: evitate di prendere freddo.
lo so che quando si beve si inizia ad avere un caldo fottuto, ma cercate almeno di non prendere freddo in pancia. E' molto facile prender freddo al pancino e poi iniziare a sboccare 5 minuti dopo.
Altra cosa direi fondamentale: se siete troppo ubriachi, cercate di stare in piedi per tutto il tempo che riuscite e a stare in piedi.
Anzi, di regola si dovrebbe iniziare e finire di bere sempre nella stessa posizione: se si è seduti, continuare a bere da seduti, se si è in piedi continuare a bere in piedi. Il passare da una posizione eretta ad una seduta, se non fatto coi dovuti accorgimenti, può iniziare a farvi svarionare, o a farvi perdere l'equilibrio. Quindi in genere è preferibile restare nella stessa posizione.
Infine, cosa assolutamente importantissima: se vi siete caricati un asino, prima di guidare, di tornare a casa o di sdraiarvi è bene schiarirsi un poco le idee.
Essenzialmente potete fare quattro cose, una non esclude l'altra: farvi una bella passeggiata all'aria aperta, che aiuta tantissimo a svampurare, mangiare qualcosa in modo da non avere solo alcol nello stomaco, farsi un bel caffè per schiarirsi le idee (io non lo faccio mai, essenzialmente perché il caffè non mi fa dormire), oppure turarsi due dita in gola e dare fiato alle trombe.
Senza dubbio, benché sia il metodo più disgustoso, quest'ultimo è il più efficace per farsi passare velocemente l'accensione.
Ovviamente, se volete evitare di sboccare, evitate di infilarvi le dita in gola.
Quando tornate a casa, appurate quanto siete ubriachi: cercate di sdraiarvi molto molto piano e controllate se la stanza inizia a girare. Se iniziate a vedere annebbiato, se la terra vi appare terremotata o se la stanza inizia a ruotare, alzatevi (sempre con la dovuta lentezza, senza sbalzi) ed andate a sedervi da qualche parte.
Ricordate MAI restare sdraiati quando il mondo inizia a ruotare su se stesso; gli effetti sono quasi sempre catastrofici.

Al momento non mi viene in mente nient'altro, se avete domande i commenti sono a vostra disposizione.

18/05/2009 17:50 | commenti | commenti | link |
cazzate, sbronze

sabato, 09 maggio 2009

Alcuni anni fa, dopo la fine della mia ultima storia con una di esse, ho deciso con me stesso che mai più avrei scelto come mia compagna una ragazza proveniente dalla mia stessa città, Alghero appunto.
Col passare del tempo però, come sempre succede, si tende ad addolcirsi a cambiare idea o comunque a riconoscere di avere esagerato con le proprie idee o le proprie fissazioni (fanno eccezione alcuni momenti ed alcune persone che ancora adesso, a rivederle in giro mi sale un conato, ma quelle sono altre cose). Quindi si potrebbe pensare che dopo tanti anni che uno ci ha messo una pietra sopra, dopo tanti anni dicevo ci si accorga che quella pietra forse è troppo pensate, che forse è il caso di spostarla un pochino; ed ecco quindi che non appena si sposta quel macigno di un pochino e si cercano di rivedere le proprie posizioni su un argomento, inevitabilmente (o almeno nel 90% dei casi) ci si ricorda quasi immediatamente del PERCHE' quel macigno fu messo, del perché su una certa idea o persona si era deciso di agire in quella maniera.
A me è capitato l'altro giorno ripensando all'assunto espresso nella prima frase di questo post, ovvero, sulle ragazze che abitano nella mia ridente cittadina.
Partiamo con la premessa che le mie relazioni, tutte nessuna esclusa, con delle ragazze algheresi sono finite molto molto male. Un po per colpa mia, un po per colpa loro un po per colpa di entrambi, ma è così che succede; quando finisce una relazione, a parte motivi molto gravi tipo questioni di corna o similari, la colpa non è mai di una persona sola.
Ciò comunque non mi aveva mai particolarmente preoccupato fino a che non sono entrato all'università; ecco quindi spalancarsi di fronte a me un universo femminile completamente diverso rispetto a quello che conoscevo io: non più algheresi, ma gente di ogni parte della Sardegna.
Ciò mi portò quindi a fare una serie di raffronti, fra le ragazze della mia città e le altre, i cui risultati furono appunto l'abbandono da parte mia dell'universo femminile algherese.

Ma perché, chiederete voi?

Le ragioni sono essenzialmente poche.
Innanzitutto: anche se le ragazze di Alghero sono molto carine (di media), si vestono veramente da battone. Non c'è niente da fare è più forte di loro. Ben poche, ho notato, si vestono in maniera decente.
Personalmente, ma è questione di gusti, non mi piacciono le ragazze che si vestono in maniera eccessiva. Si può essere sobrie ma eleganti, sexy ma non volgari, almeno per come la vedo io (lasciamo poi perdere che io sia piuttosto trasandato:P)
Questo tutto sommato è comunque un aspetto piuttosto trascurabile: se infatti una si veste da battona ci si può pure passare sopra.
Quello a cui invece io personalmente non sopporto delle ragazze di Alghero è la loro continua, incredibile, passione per tirarsela. Se la tirano in modo pauroso, sempre e comunque. Quando provi ad avvicinarti ad una di esse capisci immediatamente di non essere persona gradita; per carità in genere le ragazze che ho provato a conoscere in questa maniera sono state tutte gentili. Glaciali, ma gentili.
E' questo che davvero non sopporto, il fatto ciò che credano di averla solo loro e che per questo tu non ti debba neanche avvicinare. E se lo fai ti trattano come un lumacone arrapato.
Non danno la minima confidenza agli sconosciuti ed anche se un po la danno, certamente continuano a tirarsela paurosamente.
Se poi, facendo i salti mortali, uno riesce pure ad avere un discreto feeling con una ragazza conosciuta in giro, ecco spuntare all'orizzonte un'altra cosa insopportabile delle ragazze algheresi, ovvero la Sindrome da Suorina.
Non è difficile capire di cosa parlo: con una ragazza di Alghero è difficile andare a letto. Tempo fa un'amica mi disse che mediamente lei faceva sesso solo dopo circa un mese che usciva assieme ad un ragazzo. E non stento a crederci perché le cose stanno proprio così da queste parti!
Come detto, ragazze più "facili" (le virgolette sono d'obbligo), che vogliano divertirsi in tal senso ci sono, e ben vengano per carità, però il trend, il modo di pensare comune è decisamente quello della suorina, cioè che prima di dartela te la devi sudare.
Tu puoi ballare e troieggiare in discoteca strusciandoti ed ammiccando, ma quando uno prova ad avvicinarsi, prima lo tratti a pesci in faccia, poi te la tiri ed infine manco gliela dai; e no, non credo proprio di stare esagerando, perché le cose spesso vanno proprio così.
Per carità, nessuno dice che una la debba mollare al primo appuntamento, ma far passare un mese mi pare piuttosto esagerato no?

Queste sono cose di cui mi sono reso conto frequentando altri ambienti al di fuori di Alghero e facendo vari raffronti ed è dunque per questo motivo che tempo fa decisi che io e le ragazze di Alghero eravamo decisamente incompatibili.
Ora, dicevo, col passare del tempo uno tende a rivedere le proprie convinzioni e così è successo anche con me da qualche giorno a questa parte.
Ricominciando a frequentare la vita notturna di Alghero (dopo l'inverno passato come descritto nel post precedente) inevitabilmente ecco che il mio spirito d'osservazione ricade sulle cose che già considerai tempo fa sulle ragazze algheresi; ecco quindi che, nonostante siano passati svariati anni dalla mia decisione, mi vedo costretto a constatare come le cose non sono affatto cambiate; le ragazze di Alghero continuano a tirarsela in maniera paurosa e questo è quanto.

Sicuramente ci saranno delle eccezioni, questo è fuori da ogni dubbio ed ogni tanto credo di trovarle (per poi venire clamorosamente smentito, in linea di massima), ma è inutile il pensiero comune è ancora quello del farla annusare e poi non concludere, del tirarsela senza pudore, nonostante il troieggiare continuo e del vestirsi da battone.
E' più forte di loro.
Personalmente non vedo l'ora di essere smentito, ma temo che sarà molto difficile che ciò accada; fino ad allora, io temo, le ragazze di Alghero ed io non avremo mai un qualche altro tipo di rapporto.

09/05/2009 16:18 | commenti | commenti | link |
donne, cazzate

mercoledì, 06 maggio 2009

Recentemente io e miei amici ci siamo accorti di un fatto curioso.

Innanzitutto una premessa: questo inverno l'abbiamo passato praticamente tutto quasi ogni sera a casa di Alè, che per una serie di circostanze era sempre libera. Per un'altra serie di coincidenze, il mio amico Ciussed il mio amico Tonio si sono ritrovati entrambi qui ad Alghero nello stesso periodo e per lungo tempo; infatti Ciuss lavora a Torino e scende qui all'incirca ogni 4 mesi, ma per poco (mentre stavolta è rimasto ben 4 mesi), mentre Tonio, lavorando su una nave chimica, sta via da qui per lunghi periodi (6-9 mesi l'anno). E quindi cosa è successo: Tonio è tornato perchè gli spettavano le ferie, Ciuss è tornato perchè era in malattia.
Ecco dunque spiegato il perchè quei due erano qui contemportaneamente nello stesso periodo.
Tutto l'inverno a casa di Alè, dicevo, e quasi ogni sera si combinava qualcosa: una sera pizza, una sera la Fainè (e per chi non sa cosa sia, controlli qui ed inizi a rosicare perchè si perde qualcosa di assolutamente fantastico), una sera cibo da asporto al self service, una sera porcherie di varia natura eccetera eccetera.
Praticamente ogni volta che andavamo a casa di Alè, si andava a fare la spesa, si compravano porcherie varie (patatine, cioccolati e cose così), da bere (vino e birra, ma nell'ultimo periodo si prendevano 2 casse di campari ed il vino per farci lo Spritz), a volte un film (sopratutto nel primo periodo; poi quando abbiamo iniziato ad accorgerci che 1) li avevamo visti tutti e sopratutto 2) eravamo troppo sbronzi per capirci qualcosa, ci abbiamo rinunciato) e via, la serata era bell'è pronta. In effetti ora che ci penso, non mi ricordo una sera che siamo usciti di sabato e che non siamo finiti a casa di Alè.
Come potrete immaginare, un regime di vita così sano ha avuto numerosi effetti collaterali: a parte la quantità mostruosa di alcool ingerito pro capite (abbiamo iniziato a renderci conto di QUANTO bevevamo quando 2 casse di Campari e 6-7 bottiglie di vino in 3 finivano in una sera e ne volevamo ancora... O quando, trovando la birra in offerta, ce ne siamo bevuti una cassa a testa. Delle fogne praticamente.), vi era la non indifferente caterva di schifezze ingurgitate (non a caso siamo TUTTI ingrassati di svariati chili, chi più chi meno) ed il protafoglio tristemente vuoto a neanche metà settimana è stata una realtà con cui ho convissuto per tutto l'inverno.
Oltre ai succitati effetti collaterali che abbiamo sviluppato in quei 4 mesi, vi è un'altra curiosa quanto incivile abitudine che tutti noi abbiamo acquisito: quando siamo fra noi, è diventuta cosa normale ruttare, scorreggiare e fare le peggio porcate. Questa in effetti può essere considerata una cosa normale in un gruppo di amici (all'incirca, il grado di inciviltà raggiunto in molte serate è stato epico); il problema, di cui ci siamo accorti recente io e Ciuss, è che oramai siamo diventati talmente bestie, che ci viene istintivo comportarci come barbari anche in presenza di altre persone o, peggio, in giro per la città o dentro i pub.
L'inverno a casa di Alè è finito, Tonio è ritornato sulla sua barca, Ciuss è tornato a Torino (ma è risceso in ferie questo mese per qualche giorno), ma l'inciviltà è rimasta.
Me ne sono definitivamente reso conto l'altro giorno quando, facendo la spesa con un altro gruppo di amici per un'arrostita, ho inavvertitamente (eh si, perchè oramai viene automatico e non ci si trattiene), ruttato prepotentemente dentro un supermarket, di fronte alla cassa.

Ed il bello sapete cos'è? Che non mi sono accorto di nulla!
Ho pagato come se nulla fosse, sono uscito assieme all'altro che era con me, che mi ha guardato malissimo per tutto il tempo fino a che non gli ho chiesto che minchia avesse e lui non me l'ha spiegato.

Cose dell'altro mondo.

A questo punto credo mi toccherà fare un qualche tipo di corso di bon ton o semplicemente un 2000 ore di educazione civica: potrebbe essere un problema nel caso riuscissi a ritrovarmi in dolce compagnia...