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NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO. |
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Chi
Sono
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Nome: Munky
Residenza: Alghero
Lavoro: Quasi Infermiere
Contatti: Mail
Msn: munky@tiscali.it
Fissazioni: Sable
Hobby: Bere |
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I
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Fai un'opera pia, aggiungimi ai preferiti

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Ieri sono morti sei ragazzi, sei soldati italiani in un attentato a Kabul. Eroi della patria, così dicono i tg.
Ieri è morto anche Federico e lui era un mio amico.
Lavorava in sala macchine su una nave ed ancora non si sa com'è morto, se è scivolato in mare, se gli è venuto un malore o se è morto mentre lavorava.
Ieri sono morti sei ragazzi che erano in una zona di guerra, con una camionetta blindata e dei mitra in mano, mandati lì in una missione di pace, così ci dicono, per portare la democrazia e la libertà, sempre con un mitra in mano.
A me non dispiace per quei sei ragazzi.
Sono morti, è vero, ma loro sapevano cosa stavano facendo e di certo non stavano lì perchè ci credevano a questa grossa stronzata di portare la democrazia in un paese straniero. Erano lì solo per i soldi.
Ne conosco un sacco di soldati che fanno le missioni in zone calde: conoscono i rischi e vanno lì per guadagnare bene, per poi tornare qui con un bel gruzzoletto e potersi comprare la casa o la macchina. Io li capisco anche: se non aborrissi le armi lo farei anche io, non c'è neanche nulla di male a volersi fare un pò di soldi senza spaccarsi la schiena. Sono soldi facili: ti fai una missione ed in quattro mesi hai quasi trenta mila euro. Fanno gola a tutti e non c'è nulla di male.
Ma che non mi dicano stronzate, non sono eroi, non credono in quello che fanno; stanno lì perchè li pagano bene.
Se gli dessero mille euro come ad un qualsiasi altro soldato, non sono così sicuro che ci andrebbero lo stesso.
Ieri è morto Federico ed ancora non si sa di che cosa; era un ragazzo della mia età, gli piaceva divertirsi, gli piaceva ubriacarsi, gli piaceva vivere. Da poco s'era comprato la casa ed andavamo lì a guardare le partite di calcio, a mangiare una pizza e poi a giocare a pes ed a Virtua Tennis sulla Playstation 3.
Era un buon lavoratore, faceva le sue otto ore sulla nave e di certo non aveva un mitra in mano. Per lui non ci saranno i funerali di stato, nè le fanfare, nè trombette, nè bandiere avvolte nella bara. E' già tanto se sapremo mai cosa veramente gli è successo.
Mentre quei 6, quelli si che li avranno i funerali di stato.
Onore a chi lavora, a chi si spacca il culo ogni giorno per mangiare, per far mangiare la propria famiglia e non certamente per chi va con un mitra a portare la democrazia.
E sempre maledetti voi politici di merda, con le vostre manovre che permettete che succedano queste cose. I funerali di stato dovrebbero averli i lavoratori che muoiono mentre si spaccano il culo, non quei 6 ragazzi che col mitra in mano andavano a portare la democrazia intascandosi sette mila euro.
E la cosa che mi fa rabbia è che ieri verrà ricordato come il giorno che sono morti sei soldati italiani a Kabul, gli "eroi" della democrazia, mentre di Federico ce ne ricorderemo in pochi.
Addio guerriero, ci mancherai.
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Qualche tempo fa ho incontrato una ragazza che conosco più o meno da sempre, siamo quasi cresciuti assieme.
E' strano però credo sia capitato un po a tutti: questa ragazza è una di quelle persone che ti entrano nella vita e non se ne vanno più.
Ricordo che la grossa sbandata per lei me la presi quando eravamo alle superiori.
Non so dire se fosse amore o qualcos'altro però da allora non ho mai smesso di avere un debole per questa ragazza, come se provassi realmente qualcosa: (molto) meno che amore, più che amicizia.
E' strano, difficile da spiegare.
Sono passati un sacco di anni, ho avuto altre storie, alcune molto importanti altre meno, ho amato visceralmente ed ho odiato in modo altrettanto potente, ma questo "debole" per lei non se n'è mai andato.
Ed è strano pensarci perché so perfettamente che con questa ragazza non ci potrà mai essere nulla oltre la semplice amicizia; ed anche se non mi è mai piaciuto dire "mai" in una relazione, con lei ecco che forse spunta l'eccezione.
E' strano, davvero strano, ci riflettevo l'altra sera: da un lato so che non c'è assolutamente nulla e che praticamente mai nulla potrà mai esserci; dall'altro invece c'è questo debole per lei che nonostante gli anni non passa.
Ora non crediate che ci muoia dietro, tutt'altro non ci penso praticamente mai.
Però, che dire: basta una foto o un saluto ed ecco che presto o tardi torno a pensare a questa mia cotta adolescenziale.
Forse è solo il rimpianto per non aver mai consumato, chissà.
Anche se devo ammettere che più di una volta l'idea di una relazione mi ha sfiorato, sono comunque sempre giunto alla conclusione che saremmo una pessima coppia, per giunta male assortita; siamo decisamente troppo, troppo diversi.
Sicuramente so di non piacerle, altrimenti qualcosa sarebbe già successo secoli fa, di occasioni ce ne sono state.
Eppure non trovo che questa sia un'ingiustizia, cioè non ho rimpianti in tal senso. Il fatto che io non le piaccio, in senso fisico o psicologico, non è un ingiustizia, secondo me.
Per lei resto comunque un amico, evidentemente non ha trovato quel quid, quella scintilla che io provai per lei io all'epoca ed il fatto che io non le piaccio non è un ingiustizia, ma solo questione di gusti che mai mi sognerei di cambiare in una persona, sopratutto ad una che mi piace, ne mi arrogherei il diritto di modificare i suoi gusti in nome di questa presunta ingiustizia per mio tornaconto, perché finirei per cambiare lei e molto probabilmente non mi piacerebbe più. Se le fossi piaciuto ma ci fosse stata una motivazione che le impediva di frequentarmi allora si, quella sarebbe stata un'ingiustizia.
Certo, probabilmente ad alimentare questo mio debole ci sono tutta una sequela di relazioni sbagliate e di ragazzi da lei frequentati che io giudico, secondo il mio metro, come dei pezzi di merda della peggior specie; però si sa che alle donne piace essere trattate di merda, quindi non me la prendo più di tanto per l'ingiustizia (questa si!) che non mi si fili a favore di questi esseri. Si sa che le donne cercano sempre di trovarsi il ragazzo più sbagliato possibile, poi a volte ci ripensano ed a volte continuano a trovarsi i ragazzi sbagliati fino a che non la capiscono.
Lei è quasi la mia coetanea e probabilmente non l'ha ancora capita (o forse sono io che non la conosco bene, chissà) e quindi continua a frequentare questa piccola ed inutile frangia di umanità maschile.
Prima o poi la capirà anche lei, ma certamente non ci sarò certo io ad aspettare.
Non è un rammarico ne un rimprovero, perché come già detto fra me e lei sarà molto molto difficile (diciamo quasi impossibile) che scatti mai qualcosa e probabilmente è meglio così; con lei sono come uno di quei cani che per strada inseguono le auto, non saprei che farmene una volta raggiunte.
Non la aspetto ne ci spero ne mi rammarico, sono semplici disquisizioni di un ragazzo sulla soglia di 28, tutto qua.
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stefano: ciao
stefano: hai qualche contt
stefano: di zoccola
stefano: ??
Me: eja
Me: tu secondo me non sei sano
Me: hai qualche grosso problema interpersonale.
Che errore... Avrei dovuto creare un contatto fittizio, dargli quello e poi divertirmi... Madornale errore-_-
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Siamo a settembre e si riprende.
A cosa?
Ma naturalmente non lo so: col fatto che tutti i miei amici sono ad Alghero (fra gente sbarcata, gente in ferie e gente che ha poca voglia di lavorare) è da ferragosto che continuo a fare arrostite, cene ed a sbronzarmi come un cammello.
La novità di ieri è che mi son comprato una scatola di Toscanelli aromatizzati al cioccolato e me ne son fumato uno mentre facevo un giro in auto, come un vero duro by american truzz.
Ed il bello è che le novità dell'estate sono tutte qua: il Toscanello e pochissimo altro.
Si perchè oramai sono arrivato al paradosso che l'eccesso non è più una novità. Ne parlo una, ne parlo due, alla terza volta diventa routine e così anche l'eccesso diventa routine.
Prendiamo le classiche arrostite con gli amici, la regola è: 1kg di carne a testa e birra a stufo. A piacere vino.
Con l'ultima ho provato a ridurre ed a far ridurre la quantità di cibo che ogni volta si compra, ma ai miei amici la proposta non è piaciuta neanche un pochetto. Ed alla fine, come sempre qualcosa è avanzato; neanche più di tanto, lo ammetto, ma mi chiedo: c'è davvero bisogno di sfondarsi di carne fino a stare male la notte oppure ci si può moderare?
Io ovviamente la penso in una maniera, i miei amici nell'altra ed essendo la maggioranza vincono loro.
La cosa che in realtà mi dà parecchio fastidio è buttare il cibo (e la risposta è stata "ma sei diventato uno che combatte la fame dei bambini dell'Africa? Ma vaffanculo" ed a quel punto che rispondi? O ti incazzi e finisci per litigare o fai finta di nulla e cerchi di divertirti lo stesso) cosa che sta diventando quasi una (brutta) abitudine.
C'è però da dire che raramente l'alcol avanza:)
Ed è tutto qui, davvero. La mia estate è stata tutta così: svegliarsi la mattina con qualsiasi tipo di postumi (per il troppo alcol o per il troppo cibo o per il troppo poco sonno o un mix di queste tre cose), recuperare un pò di sanità mentale per affrontare la giornata, aspettare alla sera e ricominciare il circolo vizioso.
Certo, le stronzate volano, ci si diverte e si cazzeggia, forse pure troppo.
Ma non crederete che mi ricordi tutto quello che si dice o si fa durante le mie serate spero! E' già tanto che mi ricordi di essermi svegliato stamattina.
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Non riesco a trovare le parole per commentare quello che succede.
Sono settimane che cerco di scrivere un post politico e non ci riesco.
Sto pensando anche di scrivere un post sulla "nuova" destra, quella dei vecchi fascisti ripuliti che stanno cercando di fare le stesse cose di 70 anni fa, ma anche quello mi riesce difficile.
Non so, non ce la faccio.
Mi guardo intorno e vedo solamente marcio e la bile mi sale in gola.
Qualcuno mi ha detto che dovrei fregarmene, che dovrei smetterla di pensarci; ma non ce la faccio è più forte di me.
Per citare qualcuno che sicuramente era molto più convinto e molto più preparato del sottoscritto "L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti."
Come si fa a rimanere indifferenti mentre il mondo ti sprofonda addosso?
Non riesco a credere, non riesco ad accettare che le cose non si possano cambiare.
Forse è vero, i politici sono tutti uguali (ma non ne sono così sicuro, in passato ci sono stati dei grandi e nel presente ancora qualcuno è rimasto), ma non per questo riesco ad arrendermi all'indifferenza.
Nonostante tutto io amo il mio paese, forse sono anche più patriottico di certi neonazisti che imperversano in tv o in politica e mi piange davvero il cuore vedere l'Italia in mano a questa gente che si cura solo del profitto, del non andare in galera, del razzismo, del populismo.
Oramai sono giunto alla conclusione che per far cessare questo stato di cose serva l'annientamento dell'attuale sistema partitico, lo spazzare via questa gente prendendola a pedate e riformare ex-novo la classe politica in primis ed i partiti poi.
Sono veramente stanco di vedere sempre le stesse facce da che ho quasi 28 anni, non ne posso davvero più di questi vecchi che mi governano.
Quello che mi spaventa di più di tutta questa situazione è che prima o poi si arriverà al punto di rottura e se da un lato le cose cambieranno (dovranno per forza cambiare prima o poi), ciò che mi spaventa è quello che succederà.
C'è chi mi ha detto che una rivoluzione è imminente e la cosa mi spaventa, la guerra mi spaventa anche se è civile.
Perché non esistono guerre giuste, neanche quelle per la difesa della propria patria.
Ma la cosa che mi spaventa ancora di più che è che anche se mai si dovesse arrivare ad una rivoluzione, le cose tornerebbero esattamente come prima o forse anche peggio.
Perché diciamocelo, gli italiani sono delle pecore che seguono il pastore quando gli conviene e stanno benissimo nel loro recinto circondati dai cani.
Ma quando il pastore, che oramai è vecchio e malato, morirà che cosa potrà succedere?
L'ipotesi che un altro erediti il gregge e lo macelli completamente non è poi così lontana dalla realtà, perché le pecore oramai sono state addestrate ad essere buone e zitte, oramai non belano neanche più.
Ed allora cosa succederà?
Già, che cosa?
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